“DOG EAT DOG”: ED BUNKER SECONDO PAUL SCHRADER

Due uomini contro, due artisti perennemente fuori dalle regole e dai ricatti dello star system. Il primo, Edward, ha vissuto per più di vent’anni entrando e uscendo diverse volte di prigione, e dentro la cella si è inventato scrittore, dopo essersi innamorato delle letture di Dostoevskij, Hemingway e Cervantes. Il secondo, Paul, è uno dei registi più indipendenti e anticonformisti di Hollywood, uno dei pochi oppositori della mercificazione del cinema, al punto da invitare il pubblico a boicottare il suo ultimo film, Il nemico invisibile, dopo che la Lionsgate aveva modificato il finale originale e compiuto altri accorgimenti contro la volontà del suo “creatore.”

Chissà che bello sarebbe stato trovare Edward Bunker, scomparso nel luglio del 2005 a settantuno anni a causa del diabete, e Paul Schrader insieme sul tappeto rosso di Cannes e parlarci in conferenza stampa dell’adattamento cinematografico di quest’ultimo di uno dei libri più celebrati dello scrittore nato a Hollywood, Cane mangia cane. Non abbiamo dubbi che un animo irrequieto e ribelle come quello di Bunker avrebbe assai apprezzato che fosse il regista di American Gigolo a occuparsi di tradurre in linguaggio cinematografico le pagine di un romanzo oltraggioso e disperato, dove tre ex galeotti provano a organizzare il colpo perfetto per combattere la loro guerra contro il sistema. Tre personaggi borderline, che sul grande schermo avranno i volti di Nicolas Cage, Willem Dafoe e del poco conosciuto Christopher Matthew Cook. Ed esordienti saranno il direttore della fotografia, il montatore, la scenografa e quasi tutto il resto della troupe.

Sarà fuor di dubbio un oggetto difficile da identificare, un po’ alieno, indubbiamente spiazzante, questo Dog Eat Dog, che chiuderà la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 69. Ci si potrebbe aspettare un tocco pulp tarantiniano, ma conoscendo la direzione ostinata e contraria che prendono le pellicole di Schrader non è assolutamente scontato. Forse saremo più dalle parti di Killer Joe di Friedkin, ma con un’attitudine ancor più infernale e sanguinaria. Quel che è certo è che saremo di fronte alla terza opera tratta da un libro di Bunker, dopo Vigilato speciale di Ulu Grosbard (1978) con Dustin Hoffman –  da Come una bestia feroce – e Animal Factory di Steve Buscemi (2000) con Mickey Rourke e, ancora, Willem Dafoe. E siamo certi che non lascerà indifferenti.