DVD/SECOND LIFE

SECOND LIFE FILM DA RISCOPRIRE

IL QUINTO POTERE

WikiLeaks, il cinema e la verità: Cumberbatch e il suo doppio Assange

DI BENEDICT CUMBERBATCH*

Prima di cominciare le riprese de Il quinto potere, ho voluto provare a contattare Julian Assange per cercare di conoscerlo meglio visto che avrei dovuto interpretarlo. Purtroppo però lui ha risposto, subito, via mail negando fin dal primo momento questa possibilità, sostenendo che con il film volevamo mettere in cattiva luce lui e WikiLeaks. Ovviamente non era così, anche se in fondo capisco bene il suo punto di vista: chi vorrebbe che si facesse un film che ritrae e indaga la propria vita? Noi abbiamo cercato di tratteggiarlo rappresentandone luci ed ombre che esistono in ogni essere umano. Per quanto mi riguarda la parte più ardua è stata rappresentarne le emozioni private, perché le decine di filmati online che ho guardato, riguardano tutte i suoi atteggiamenti in apparizioni pubbliche. In ogni caso ho cercato di interpretare Assange senza copiarne eccessivamente i modi. Mi piacerebbe che continuasse la sua opera con WikilLeaks e potesse difendersi dalle accuse di stupro in un giusto processo. La sua parabola è fondamentale per capire come Internet abbia cambiato radicalmente la politica mondiale. Oggi infatti basta un tweet per fare dimettere un ministro e credo che – solo in futuro – capiremo i benefici della sua battaglia per la libertà d’informazione.

(*Testo raccolto da Marco Consoli).
Nell’immagine di apertura: Daniel Brühl (35 anni) e Benedict Cumberbatch (37), ovvero Daniel D. Berg e Julian Assange.
 

[column size=one_quarter position=first ]quinto-potere-3d[/column]THE FIFTH ESTATE
(GB, 2013)

Regia Bill Condon
Interpreti Benedict Cumberbatch

Etichetta 01/RaiCinema
Dati tecnici Audio 5.1 Video 2.40:1
Edizione Italiano, inglese
Sottotitoli Inglese, italiano
Durata 1h e 58′

 

[divider]LA SCENA DA RIVEDERE[/divider] 01:00:30

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[column size=one_quarter position=first ]rewind-cover[/column]IL GRANDE CALDO

Era il 1953: Fritz Lang dirige, William Mc Givern scrive e Glenn Ford fa la star. Ma il film se lo ruba Lee Marvin con la celebre scena del caffè bollente tirato in faccia a Gloria Grahame. E fu subito cult.