Edison – L’uomo che illuminò il mondo, la “guerra” tra geni della scienza: la recensione

Edison - L'uomo che illuminò il mondo

Edison – L’uomo che Illuminò il Mondo (The Current War) Usa, 2017 Regia Alfonso Gomez-Rejon Interpreti Benedict Cumberbatch, Katherine Waterston, Tom Holland, Nicholas Hoult Durata 1h e 45′

In sala dal 18 luglio

LA STORIA DI EDISON – L’UOMO CHE ILLUMINÒ IL MONDO – Corrente continua o alternata? Dietro a questa diatriba, si “nasconde” l’ambiziosissimo progetto di dotare di elettricità gli interi Stati Uniti, a partire dalle metropoli; un affare di sterminati milioni di dollari, ma soprattutto capace di dare fama imperitura al vincitore (“Chi controllerà quella corrente, controllerà il futuro!” , declama Edison). Allora, chi sarà? Thomas Edison, già leggendario inventore (in realtà più propriamente produttore di invenzioni) che con la sua lampadina aveva in pratica dato la scossa al progetto, fautore della corrente continua che lui ritenenva -non del tutto a torto – più sicura e con la quale aveva già illuminato Manhattan (forte anche dei finanziamenti di J.P. Morgan e Vanderbilt) o il collega e imprenditore George Westinghouse (tra le sue creazioni, i freni pneumatici utilizzati per i treni) che, sposando la tesi del geniale ingegnere serbo Nikolas Tesla, si batteva per elettrificare la nazione con la cosiddetta corrente alternata, più pratica ma anche più pericolosa? La risposta darà ragione a quest’ultimo, in quella che passò alla storia come “la guerra delle correnti”, iniziata nel 1880 e che rischiò di mandare sul lastrico entrambe le fazioni. Un conflitto che ebbe scontri giudiziari, battaglie a mezzo stampa con colpi bassi e anche qualche martire, mentre l’America mostrava la sua potenza e la sua opulenza al mondo, a partire dall’esposizione universale a Chicago nel 1893.

L’OPINIONE – Troppa intelligenza a volte non fa bene. E non intendiamo riferirci ai due inventori-industriali e neanche allo sventurato Tesla (forse il più geniale dei tre che morì a New York assediato dai problemi finanziari e con la fama della personalità bizzarra), ma proprio all’autore Alfonso Gomez Rejon (texano di Laredo e gavetta con Scorsese e Inarritu tra gli altri), produttore televisivo e regista che già con il suo interessantissimo Quel fantastico peggior anno della mia vita (2015) aveva peraltro evidenziato una certa tendenza all’ammiccamento “troppo intelligente”.

Così nel raccontare la “guerra”, assolutamente fondativa della nostra vita contemporanea, mostra così tanto rispetto per le ragioni di ognuno da astenersi da prendere posizioni “partgiane”, aldilà della sottolineatura della grandezza d’animo di persone non prive di difetti caratteriali (specialmente Edison), per concentrarsi sull’aneddotico super confezionato (grande fotografia e messa in scena di gran lussuosità formale), disperdendo, o comunque appesantendo la lettura delle tensioni in ballo. Forse 1h e 47 di durata è qui troppo poco e si perdono certe relazioni nella cadenza dei capitoli (a farne le spese è ad esempio la caratterizzazione di Tesla). È come se si volesse a tutti i costi segnalare la nobiltà che c’è dietro alla concretezza di interessi e gelosie e il gran talento degli attori (Cumberbatch, Shannon, Nicholas Hoult, Tom Holland – cioé Spiderman con il Dottor Strange) di conseguenza si irrigidisse in una postura grave di fronte alla drammatizzazione “teatrale” del conflitto. Chissà se è anche la consapevolezza di questa dimensione poco vivida che ha fatto slittare l’uscita del film di due anni? Comunque, tolta la buccia dei difetti (innegabili), in Edison – L’uomo che Illuminò il Mondo (titolo che è un po’ fuorviante rispetto all’originale The Current War, perché questa non vuole essere una biografia personalizzata), la polpa dello spettacolo orchestrato e sontuoso, con la sua notevole ambientazione storica (quasi scorsesiano, in questo), c’è e si riesce anche a gustare. Spesso.