Escape at Dannemora, la fuga per la libertà secondo Ben Stiller

Escape At Dannemora

Una rocambolesca fuga per la libertà arriva sul piccolo schermo con Escape at Dannemora. Clinton Correctional Facility, prigione di massima sicurezza di Dannemora nello Stato di New York. 6 giugno 2015. I detenuti Richard Matt e David Sweat evadono dal carcere con un metodo degno di Fuga da Alcatraz. Tagliano le pareti delle loro celle, sfruttano un passaggio interno e raggiungono i condotti del sistema d’areazione per poi sbucare fuori dal penitenziario. Non prima però di aver lasciato sul “luogo del delitto” un irriverente biglietto d’addio con sopra scritto «Buona giornata!». É iniziata così una delle più grandi cacce all’uomo della storia recente americana che ha coinvolto centinaia di poliziotti, agenti dell’ FBI e U.S. Marshals al lavoro sotto una spasmodica pressione mediatica.
 

STILLER E GLI ANNI ’70 – In onda su Sky Atlantic dal 4 dicembre, la miniserie è diretta da Ben Stiller che figura anche tra i produttori esecutivi dello show. L’ex Zoolander ha preso in prestito le atmosfere dei grandi classici degli anni ’70 come Quel pomeriggio di un giorno da cani perché quelli «erano film drammatici con personaggi reali e complicati» ha spiegato Stiller a Hollywood Reporter, specificando però che la serie non racconta solo un’incredibile fatto di cronaca, ma si concentra soprattutto sui legami che uniscono i protagonisti.

Benicio Del Toro è Richard Matt e Paul Dano interpreta David Sweat

I PROTAGONISTI – Chi è davvero la vittima e chi il carnefice tra il machiavellico Richard, interpretato dal sornione Benicio Del Toro, e il (finto) ingenuo David a cui presta il volto Paul Dano? E quale ruolo ha avuto nella vicenda la responsabile della sartoria della prigione Joyce “Tilly” Mitchell (l’irriconoscibile Patricia Arquette)? «Gli otto episodi non raccontano solo l’evasione, ma il contesto psicologico e la manipolazione sessuale che hanno permesso la fuga di due assassini» hanno rivelato gli ideatori dello show Brett Johnson e Michael Tolkin, già sceneggiatori della serie Ray Donovan.

Escape At Dannemora

PIÙ VERO DEL VERO – Per rendere tutto più autentico, Stiller ha girato le riprese principalmente a Dannemora e nei luoghi che hanno fatto da sfondo al caso giudiziario. «Abbiamo voluto raccontare una storia vera nel modo più realistico possibile, perciò abbiamo incontrato molti agenti, membri della comunità, prigionieri, ex detenuti e testimoni collegati agli eventi». Il risultato? Un racconto teso e sorprendente che illustra in modo efficace la banalità del male.