Fantasy Island, dalla serie tv al cinema in chiave horror. La recensione

Il film diretto da Jeff Wadlow, in sala dal 13 febbraio, è un adattamento cinematografico in chiave dark della serie televisiva anni '70 Fantasilandia creata da Gene Levitt

Austin Stowell, Portia Doubleday, Lucy Hale, Maggiie Q and Jimmy O. Yang in Columbia Pictures' BLUMHOUSE'S FANTASY ISLAND.

Come spiega “il gestore” di Fantasy Island Mr. Roarke ai 5 “fortunati” prescelti e trasportati via aereo nella splendida isola tropicale, “questo è un luogo dove qualunque cosa è possibile”. Ognuno può realizzare i propri sogni, compresi i più segreti e proibiti. Ci sono due regole soltanto da rispettare scrupolosamente: “è possibile solo una fantasia per ospite e bisogna svilupparla sino alla fine”. Così quello che alla partenza sembra o un gran divertimento o una seconda opportunità (a seconda delle scelte), alla fine si rivelerà un incubo, anche perché le “fantasie” dei 5 si mescolano. O no?

La “cosa” più bizzarra del progetto è indubbiamente stata il prendere lo schema di una delle serie rosa che han costruito l’immaginario dello spettatore tv (sette stagioni di successo dal 1977 al 1984. In Italia compresa fu importata come “Fantasilandia”) e torcerlo in una versione horror o giù di lì. In realtà qui siamo un po’ più dalle parti di Westworld, con i cinque convinti di essere in un super parco di divertimenti: i fratelli diversi che desiderano una vita da super sballo e super de luxe, la tormentata dai ricordi che vuole vendicarsi della sua aguzzina del liceo, la splendida single che ha uno sbaglio che gli ha rovinato la vita cui porre rimedio, l’aitante poliziotto da scrivania che vorrebbe un’avventura da soldato almeno una volta. Praticamente tutti vitelloni portati al macello o quasi.

Ma più che quel che è, si fa prima per questo Fantasy Island a elencare cosa non è. Non fa paura, non fa ridere, non fa emozionare; la sceneggiatura si ingarbuglia nei suoi stessi paradossi e non riesce proprio a stare insieme. Infine non è neanche recitato bene o con il minimo sindacale di necessaria empatia da parte degli attori.

I due noti, Michael Pena (Mr. Rourke) e Michael Rooker (che pare essere capitato per caso da un altro set o film), altrove rocciosi corpi a servizio del cinema di genere, qui sembrano fatti invece di legno. E tra gli altri, quasi tutti scemetti e più o meno “sacrificabili”, spicca per avvenenza la hawaiana (in realtà misto irlandese-vietnamita) Maggie Q (star della serie tv Nikita e notata anche in The Divergent Series). In teoria avrebbe il ruolo più complesso e adulto, in pratica pare un po’ spaurita e quando dovrebbe correre terrorizzata possiede più il languore della top model che non l’angoscia di chi sta per perdere la vita.

Jeff Wadlow è un regista, produttore, sceneggiatore e all’occorrenza anche attore. Le opere che gli sono venute meglio sono il corto The Tower of Babble (sua opera prima nel 2002 che ha nel suo schema qualche punto di contatto proprio con quest’ultima) e Kick-Ass 2 (2013)…di Fantasy Island, beh diciamo che non!