Far East Film Festival, il cinema orientale tutto in digitale

Dal 26 giugno al 4 luglio 2020, 46 film (5 le anteprime mondiali, 10 le internazionali, 11 quelle europee, 17 quelle italiane!) riparte il festival di Udine. Solo online.

Il Covid è stata una mazzata tremenda per il mondo dei festival. Chi ha preso tempo, chi ha dovuto rinunciare (per quest’anno), chi spera che per la tarda estate e inizio autunno il coronavirus sia venuto a più miti consigli. Il Far East Film Festival, fondamentale manifestazione dedicata al cinema dell’estremo Oriente, organizzata in quel di Udine da un team guidato da Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche, ha scelto un’altra via, coraggiosissima e “sperimentale”. Questa 22ma edizione si terrà infatti lo stesso, ma su piattaforma digitale, visibile via internet. Dal 26 giugno al 4 luglio 2020, 46 film (5 le anteprime mondiali, 10 le internazionali, 11 quelle europee, 17 quelle italiane!), con corollario di conferenze stampa, focus giornalistici, forum industriali. Come se fosse ancora al glorioso Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ma trasformato in “evento digitale” (visibile su piattaforma di Mymovies.it). Nonostante tutto, come ribadisce la scritta del poster, “face to face, heart to heart”.

I 46 film selezionati provengono da 8 stati (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Giappone, Filippine, Indonesia e Malesia) e l’apertura sarà col botto: ovvero il blockbuster coreano Ashfall (pioggia di cenere), acclamatissimo (in patria) disaster movie con effetti speciali che più speciali non si può, che vede le due Coree una volta tanto riunite per contrastare una apocalittica eruzione vulcanica suscitata da un immane terremoto. Un pericolo in grado di distruggere e seppellire sotto un mare di lava, lapilli e frane l’intera penisola coreana. Due sono i registi, Lee Hae-jun e Kim Byung-seo e tra i protagonisti spicca la star Lee Byung-hun (volto assai noto anche internazionalmente, grazie a Terminator Genisys, Rush Hour 4, G.I. Joe). In Italia verrà distribuito dalla Minerva.

La chiusura, 4 luglio, sarà invece affidata a Better Days, teen drama from Hong Kong, diretto da Derek Tsang (per i fan: sì, è il figlio di Eric!), di cui si parla benissimo. Protagonisti due giovanotti alla vigilia di un durissimo esame di maturità. Poveri, emarginati, due sognatori in un ambiente “spietato”, tra violenza e sogni per il futuro.

Tra i due estremi, anche tematici, del cinema dell’estremo oriente, ecco una folta ed eterogenea pattuglia di titoli a toccare ed attraversare i generi. Da Ip Man 4, The Finale (serve aggiungere qualcosa?) all’ultimo lavoro dell’immenso Johnnie To, un action comedy con tante arti marziali in musical, Chasing Dream. Da The Captain di Andrew Lau (autore del capolavoro Internal Affairs) che ricostruisce, tenendo conto delle regole della suspence, la drammatica disavventura in alta quota di un aereo incidentato, al bizzarrissimo Labirynth of Cinema, del talentuoso e purtroppo recentemente scomparso Obayashi Nobuhiko, quasi un testamento psichedelico e visionario del suo modo di fare cinema eccentrico e “biografico”.

Poi scorrendo in velocità il programma, troviamo documentari politici, un focus sul cinema radicale e personale di Watanabe Hirobumi (4 titoli), noir, mèlo, action, horror, con tutto il corollario che fa di un festival un evento: incontri, conferenze stampa, approfondimenti, premiazioni.

A questo punto la domanda è: come parteciparvi? Per documentarsi meglio andare direttamente sul sito. Intanto vi diciamo che esistono tre tipi di pass che offrono altrettanti pacchetti di visione: Silver Ninja (€ 9,90), Golden Samurai (€ 49) e Platinum Shogun (€ 100). Dettaglio infine non trascurabile, tra i benefit delle pass c’è anche l’accesso a Far East Film Online, una nuova piattaforma di cinema asiatico, progettata dal Festival, attiva dal 1° agosto con una cinquantina di titoli (evergreen e novità) che si aggiornerà progressivamente nel tempo. Insomma, uno spettacolare viaggio al Far Est di Udine accomodati sulla poltrona di casa nostra.