Festival della Bellezza, un’Arena di musica

Il Festival della Bellezza di Verona prosegue con i concerti di Edoardo Bennato e Stefano Bollani. E Morgan.

«Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica», diceva Richard Wagner. Eppure musica e parole posso incontrarsi, fondersi in un abbraccio di Eros e Bellezza, tanto per citare il tema di questa speciale edizione del Festival della Bellezza di Verona che, dopo sette serate al Teatro Romano, a partire da venerdì 11 settembre va in scena all’Arena.

Alle 21.30, protagonista del racconto con musica Un angelo caduto in volo sarà Mogol che, con Gioni Barbera al pianoforte, racconterà la strabiliante svolta della canzone italiana negli Anni ’60/’70. Sabato 12 settembre sarà invece la volta di Edoardo Bennato, che si esibirà in un concerto unico, un live imperdibile ispirato a La Bellezza del rock .

Con un repertorio che attingerà in modo particolare al leggendario album Sono solo canzonette (che ha appena compiuto 40 anni) il Peter Pan della canzone italiana tornerà a raccontare – anticipano gli organizzatori – «un mondo fatto di buoni e cattivi, in cui sbeffeggiare i potenti inneggiando alla forza umana del popolo, e dove affidarsi al sentimento ispiratore dell’amore, riservando al pubblico più di una sorpresa». Domenica 13 settembre Morgan e Vittorio Sgarbi porteranno in scena la connessione della musica con le arti visive in Il velluto sotterraneo dell’eros, una lezione-concerto su Lou Reed, Andy Warhol, il rock e l’arte negli Anni ’60. Mercoledì 16 settembre sul palco ci sarà Stefano Bollani e la sua musica che «aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori».

Piano Solo – Eros e Bellezza, più che un tradizionale concerto al pianoforte, è un omaggio all’arte dell’improvvisazione perché quando Bollani sale sul palco tutto può accadere: non esiste nessuna scaletta, nessun programma a cui aggrapparsi per seguire il succedersi dei brani. Lo spettatore è trascinato in un viaggio a perdifiato attraverso orizzonti musicali solo apparentemente lontani: si può passare da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta. In questo vero e proprio flusso di coscienza musicale, il riso e l’emozione si mescolano.

E a volteggiare sulle note del pianoforte sarà anche la serata di venerdì 18 settembre, con Alessandro Baricco, la pianista Gloria Campaner e l’orchestra Canova che getteranno uno sguardo insolito su Ludwig van Beethoven e lo spirito romantico. Infine, il già anticipato, Gianni Morandi che sabato 19 settembre chiuderà il festival con Michele Serra, dimostrando come «nel grande prato verde dove nascono speranze, Eros è un eterno ragazzo sorridente che batte il tempo sui jeans».

Testo di Michela Offredi