CIAK BIZARRO! “GRAN BOLLITO”

Tra i “Bizarro Movies” del nostro cinema una postazione d’onore spetta senza ombra di dubbio a un film diretto nel 1977 da Mauro Bolognini, Gran bollito (all’estero noto come Black Journal), ispirato alla storia della “saponificatrice di Correggio”, Leonarda Cianciulli, che tra il 1939 e il 1940 fece a pezzi e mise a bollire tre donne, trasformandone le ossa e la carne in sapone e in croccanti biscottini: sacrifici umani a suo dire “necessari” per aver stipulato un patto con la Morte, volto a proteggere il suo adorato figlio, avendone persi in precedenza altri tredici per aborti o dopo pochi mesi di vita. Una storia vera di follia criminale che gli sceneggiatori Badalucco e Vincenzoni trasformarono in un surreale “teatrino” da Grand Guignol e che Mauro Bolognini accettò di dirigere avendo a disposizione un cast di attori famosi e bravissimi, capeggiato da Shelley Winters nel ruolo della “mater terribilis” (doppiata da Regina Bianchi), quasi un “Monsieur Verdoux” al femminile.

Il risultato è una black comedy che sperimenta il grottesco e condivide i toni del dramma con quelli della farsa, esaltata dalle scene e dai costumi raffinatissimi di Danilo Donati, nonché dalle allarmanti musiche di Enzo Jannacci (la canzone dei titoli di coda Vita vita, anche questa di Jannacci, è cantata da Mina).

Nei ruoli delle tre amiche, vittime della mannaia di Lea, appaiono “en travesti” Max Von Sydow, Alberto Lionello e Renato Pozzetto, che ritornano verso l’epilogo in tre piccoli “camei” maschili. Straordinaria poi Milena Vukotic nei panni della domestica sordomuta e angelicamente incantevole Laura Antonelli in quelli della fidanzata del figlio di Lea.

Dal 15 novembre il film sarà disponibile per la prima volta in edizione limitata blu-ray (3000 copie, Label Twilight Time) e gli amanti del cine-bizarro potranno degnamente festeggiarne il quarantennale. Alla sua uscita in sala, nei problematici anni di piombo, Gran bollito passò come una meteora, causando non pochi danni alla produttrice Infascelli, che aveva investito tanto e creduto nel progetto.

L’ultima parola a Lea/Shelley Winters: “Mostro io?.. Ma voi siete pazzi!”

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