CIAK BIZARRO! IL DRAGO INVISIBILE

Tra i tanti remake dei loro film animati e live-action che i Walt Disney Studios stanno realizzando, il prossimo ad apparire sugli schermi (in Italia a metà agosto) è Il drago invisibile diretto da David Lowery, remake del musical  a “scrittura mista” del 1977, Elliott il drago invisibile di Don Chaffey, nel quale il drago animato interagiva con gli attori in maniera bidimensionale. Caratterizzato simpaticamente da Ken Anderson con orecchie da capra, due piccole ali da pipistrello, un parrucchino rosa sul testone e una vistosa pinguedine, Elliott aiutava l’orfanello Pete a trovare una nuova e amorevole famiglia adottiva per poi sparire, come già fece Mary Poppins, alla ricerca di altri fanciulli bisognosi di aiuto.

In questa nuova versione non c’è spazio per le canzoni e il drago è stato ricreato in CGI dai maghi della Weta Digital, con effetti di straordinario fotorealismo e con uno sgargiante pelo verde smeraldo. Il bestione non somiglia affatto ai draghi di Game of Thrones o delle trilogie tolkeniane dirette da Peter Jackson, ma a una sorta di “cucciolone” domestico (un po’ cane, un po’ mucca, un po’ gabbiano, un po’ tigre) alto più di sei metri. La vicenda si distacca parecchio da quella del film originario, pur mantenendo come co-protagonista Pete, un piccolo orfano, emulo del Ragazzo selvaggio di Truffaut, vissuto per sei anni da solo nei boschi del Pacific Northwest, regione americana compresa tra gli stati dell’Oregon e di Washington. Nel cast Bryce Dallas Howard già abituata ad interagire con bestioni digitali (Jurassic World) e un sorprendente Robert Redford nei panni di suo padre, un vecchio intagliatore, che per molto tempo ha affascinato i bambini della sua città narrando le storie di un drago che si nasconde nella foresta…

Holy Socks, riusciremo anche questa volta a credere all’incredibile? Con le possibilità tecnologiche che quaranta anni fa erano pura fantascienza non è da escluderlo.

Il drago invisibile

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