“I AM NOT YOUR NEGRO”: A BERLINO IL DOCUMENTARIO CHE SFIDERÀ “FUOCOAMMARE” AGLI OSCAR

Al Festival di Berlino, nella sezione Panorama dedicata ai documentari, arriva uno dei film che sfiderà ai Premi Oscar Fuocoammare di Gianfranco Rosi: I Am Not Your Negro di Raoul Peck. A partire da Remember This House, il libro incompiuto dello scrittore statunitense James Baldwin (1924-1987) in cui si affrontavano anche le morti di Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King, il regista racconta la violenza razziale degli anni ’60 in America e i più recenti abusi delle forze dell’ordine sui civili neri. A fare da collante è lo stesso Baldwin, tramite i video e le immagini che lo ritraggono, e le sue stesse parole. La voce fuori campo è di Samuel L. Jackson.

Dopo aver realizzato un documentario su Patrice Lumumba, leader anticolonialista congolese, l’haitiano Raoul Peck, in una sorta di collaborazione postuma con Baldwin, costruisce il film sullo scheletro delle lucide, implacabili riflessioni dello scrittore che analizza la questione razziale in America nei suoi discorsi pubblici, nelle sue lettere, negli appunti di Remeber This House, in altri saggi (soprattutto The Devil Finds Work). Il ricco e potente materiale di repertorio comprende non solo le immagini che testimoniano le violenze e i soprusi subiti dagli afroamericani, ma anche frammenti di film e tv show, notiziari e dibattiti attraverso i quali si cercava di fare il punto sulla tormentata questione dell’identità americana.

A impressionare è la lungimiranza della visione politica e sociale di Baldwin alla luce della presidenza Obama e della recrudescenza del nazionalismo wasp degli ultimi anni, le menzogne di Hollywood nella costruzione del mito dell’innocenza dell’americano bianco, quelle di un intero paese disposto a inventare una guerra tra razze che non ha alcuna ragione di esistere e che ha legittimato la supremazia bianca sull’umanità nera.

Alessandra De Luca

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