Fire Squad – Incubo di fuoco: la storia vera dei pompieri eroi

Usa, 2017 Regia Joseph Kosinski Interpreti Josh Brolin, Alex Russell, Miles Teller, Jeff Bridges, James Badge Dale, Jennifer Connelly, Taylor Kitsch, Andie MacDowell, Ben Hardy, Geoff Stults Distribuzione 01 Distribution Durata 2h e 14′

Al cinema dal 22 agosto 2018

LA STORIA – I Granite Mountain Hotshot sono una unità locale di pompieri istituita a Prescott in Arizona. In cerca di affermazione e consenso necessari per diventare un’istituzione sponsorizzata, guidati da Eric “Supe” Marsh e in qualche modo stimolati dal suocero Duane Steinbrink, in pochi anni si distinguono come uno dei migliori gruppi di pronto intervento per sedare incendi di ogni dimensione tra i parchi e le riserve degli States. Ma quello che dovranno affrontare nel giugno del 2013 intorno a Yarnell Hill sarà una terrificante montagna di fuoco capace di svilupparsi a velocità impressionante.

L’OPINIONE – Di cosa sono fatti gli eroi di tutti i giorni? Lavorando su una storia tragicamente vera, Joseph Kosinski (Tron: Legacy e il più riuscito Oblivion) prova a rispondere alla domanda. La costruzione dei personaggi è così dignitosamente standard che potrebbe far sospettare che sia la vita a imitare il cinema (persino quello di genere). Ragazzoni simpatici nonostante il testosterone (“vuoi un pezzo del mio culo americano? Vieni a prenderlo!”), in cui anche i più trasandati freakkettoni (come “Donut” McDonough interpretato da Miles Teller) imparano a diventare uomini, padri e membri inseriti di una squadra/comunità e le donne (leggi Amanda Marsh interpretata da Jennifer Connelly, qui una specie di allevatrice alternativa di cavalli) devono convivere con dei supermachos totalmente dediti a salvare i boschi (“è dura dividere il tuo uomo con il fuoco”).

Fortunatamente la mano del regista, se non è raffinata, è almeno molto sicura nello strutturare quelli che potrebbero essere disegnati, almeno caratterialmente e ideologicamente, come dei corrispettivi civili delle truppe speciali. Al capo “Supe” Marsh/Josh Brolin attribuisce un passato difficile e il rovello triste di non aver avuto figli (da Amanda), al suocero Duane/Jeff Bridges regala quella postura cowboy che gli permette schiena diritta, humour e una voce intonata per cantare sul palco Rawhide (d’altra parte quando hai a disposizione una star che sa suonare…a proposito: la soundtrack country rock è curata da Joseph Trapanese ma con brano appositamente composto da Dierks Bentley), un po’ sacrificata la rediviva Andie MacDowell (una delle icone degli anni ’80, qui moglie di Bridges e costretta a poche battute). E poi ci sono il fuoco e i boschi e le montagne; qualcosa di così pittoresco e ancestrale (contemporaneamente) da zittire ogni riserva (riprese a Los Alamos, ma soprattutto a Prescott là dove sono successe le cose). Incendi ed effetti visuali straordinari, tra cui quella visione che affascina e tormenta la mente di “Supe” Marsh: “un orso in fiamme, la cosa più bella e terribile che abbia mai visto!”.