Frida. Viva la vida, al cinema il documentario su Frida Kahlo con la voce di Asia Argento

Da oggi, e per soli tre giorni, arriva in sala Frida. Viva la vida, il racconto della vita e dell’arte della pittrice Frida Kahlo, eccessivo come la sua iconica protagonista

Frida. Viva la vida è un documentario arty che racconta la vita della impressionante pittrice messicana Frida Kahlo, un’artista – ora diventata un’icona femminista – dall’esistenza tragica ma da lei intensamente contrastata e domata. Il TFF lo presenta nella sezione Festa Mobile e Nexo lo distribuirà nella sale italiane per soli tre giorni, a partire dal 25 novembre.

“Ho perso tre figli e altre cose che avrebbero potuto riempire la mia orribile vita. La pittura ha preso il posto di tutto questo”. Già affetta da spina bifida, nel 1925 a 18 anni fu handicappata da un incidente terrificante (era su un tram a Ciudad del Messico quando per lo scontro con un autobus il corrimano le perforò il bacino, costringendola a un’esistenza tra ospedali e operazioni chirurgiche).

Frida reagì come solo le persone dotate di carattere ed energia eccezionali possono fare. Divenne una pittrice praticamente unica al mondo, una surrealista che trascrisse in immagini su tela il proprio universo interiore di abbagliante simbolismo e cultura mito-folklorica, ma anche una donna di passionalità travolgente sino all’ingordigia, l’unica capace di amare e tenere testa al grande artista (di murales) Diego Rivera.

Di fronte a tale magma di suggestioni, il film di Gianni Troilo (che al cinema sulla pittura si era già dedicato con Le ninfee di Monet) sceglie di assemblare in una pellicola la ricostruzione della sua biografia e della sua arte, con racconti e dichiarazioni degli esperti, mescolandola con inserti ora antologici di spezzoni di film e cartoon a sottolineare il contesto storico (particolarmente acceso, tra ideali socialisti e gli Usa- la mai amata “gringolandia”- a incombere) e culturale, più una parte decisamente fiction con due attrici-modelle a impersonare le due anime della donna.

In più, Asia Argento con voce impostata (e un po’ funerea dobbiamo ammettere) commenta la varie fasi di questo luminoso calvario. Un documentario eccessivo come l’anima di Frida che alterna la lucidità divulgativa del progetto con l’enfasi del “voler significare”, peraltro indubbiamente non trascurabile.