Gabriele Salvatores: «Marrakesh Express? Avrebbe dovuto girarlo un altro regista»

Gabriele SalvatoresGabriele Salvatores (copyright Sergio Lorizio)
Gabriele Salvatores (foto di Sergio Lorizio)

«Il regista è un angelo custode che si prende cura del film e dei suoi autori. Con la consapevolezza che ogni storia ha la sua autonomia». Così Gabriele Salvatores ha sintetizzato la sua idea di regia nella lezione tenuta il 22 marzo al corso DIETRO LE QUINTE – Il Film dall’idea all’uscita in sala, il ciclo organizzato da OffiCine (un progetto IED- Anteo).

Il regista Premio Oscar per Mediterraneo ha raccontato anche molti ricordi e aneddoti poco noti della sua carriera. Come quello sulla genesi di Marrakesh Express: «Avrebbe dovuto girarlo Carlo Mazzacurati. Alla fine fui io a occuparmi della regia: lui fu molto generoso e aperto a condividere la sua arte con me».

Gabriele Salvatores (copyright Sergio Lorizio)
Gabriele Salvatores (copyright Sergio Lorizio)

Il suo maestro? «Nino Baragli, uno dei più grandi montatori del cinema italiano», confessa Salvatores. Baragli, scomparso nel 2013, è anche il montatore di Il buono, il brutto e il cattivo e Giù la testa di Leone, Uccellacci uccellini di Pasolini, Johnny Stecchino e Il piccolo diavolo di Benigni.

Il regista ha anche parlato di Italy in a Day, il rivoluzionario progetto che ha messo insieme i filmati arrivati spontaneamente da migliaia di italiani per raccontare la loro giornata: «Italy in a Day è stato un progetto particolare. È stato come realizzare un puzzle mettendo insieme moltissimo materiale. Come regista ho lavorato per costruire una storia che avesse uno sguardo profondo e una visione coerente».

Gabriele SalvatoresGabriele Salvatores (copyright Sergio Lorizio)
Gabriele Salvatores (foto di Sergio Lorizio)

A pochi mesi dall’uscita del suo ultimo film Il ragazzo invisibile – Seconda generazione, Salvatores è già al lavoro su un nuovo progetto, «un’altra storia di padri e di figli». E durante il rinfresco di fine lezione, offerto da Bisol – Prosecco di Valdobbiadene, Pata Snack e Valgrana, gli studenti hanno avuto la possibilità di conversare a tu per tu col regista e di chiedergli direttamente le loro curiosità sul suo cinema.

A proposito di ricordi speciali, un paio di giorni fa il regista ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto del cast di Kamikazen, il suo primo film (dopo la trasposizione cinematografica dello spettacolo teatrale Sogno di una notte di mezza estate): era il 1987. Sono l’inizio di un percorso che ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema italiano.