Gianni Morandi e Michele Serra chiudono il Festival della Bellezza

A sorpresa il 19 settembre all’Arena il racconto con canzoni dell’eterno ragazzo della canzone italiana

La musica di Gianni Morandi, le parole di Michele Serra, la storia dell’Italia che scorre, con quei ragazzi che amavano i Beatles e i Rolling Stones e che andavano a cento allora che ormai sono cresciuti, ormai hanno figli e nipoti. Il tutto nella magia dell’Arena di Verona, su un palco posto al centro e con il pubblico disposto intorno, a 360°. A chiudere il Festival della Bellezza 2020, ideato e diretto da Alcide Marchioro, sarà il 19 settembre un evento speciale, un racconto con canzoni dal titolo Devo molto allamore che avrà come protagonisti l’eterno ragazzo di Monghidoro e l’autore de Gli sdraiati. Ad anticipare la serata, che si aprirà alle 21.30 nell’anfiteatro, sarà alle 18.30 Alessio Boni in scena con Il gioco drammatico della seduzione, una riflessione sulla fascinazione della recitazione.

L’evento di Morandi e Serra rappresenterà la giusta conclusione, un ideale compendio di riflessioni e spettacoli proposti quest’anno dal festival, che nelle settimane vedrà scrittori e filosofi come Alessandro Baricco (l’11 settembre), Massimo Recalcati (il 13 settembre), Umberto Galimberti (il 15 settembre) alternarsi a grandi nomi della canzone come Mogol (l’11 settembre) e Edoardo Bennato (il 12 settembre). Il tutto attorno al tema dell’edizione: Eros e Bellezza. Una tematica alla quale guarderanno anche Morandi e Serra, che proporranno storie e canzoni che con la loro eccezionalità riflettono anche i cambiamenti di costume e mentalità dell’Italia in questi decenni.

Dagli esordi nel 1962 le hit di Gianni Morandi hanno segnato la cultura popolare italiana. Dall’impegno di Cera un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones (entrata anche nel repertorio di Joan Baez) a tormentoni sempreverdi come Non son degno di te, Scende la pioggia, Un mondo damore, Occhi di ragazza, Canzoni stonate e Uno su mille: Morandi è stato e continua a essere un cantante e interprete a trecentosessanta gradi, amato da più generazioni, anche per la sua empatia, quell’irrefrenabile energia e quella voglia di innovarsi sempre (è del 2017 il video e la canzone Volare con Rovazzi). Difficile riassumere le tanti luci della sua carriera. Si va al tour con Lucio Dalla al successo in televisione, prima con programmi come Cera un ragazzo e Uno di noi e poi con la conduzione di due edizioni del Festival di Sanremo, fino al recente successo internazionale: la sua canzone del 1964 In ginocchio da te è nella colonna sonora del film sudcoreano Parasite, Palma d’oro a Cannes, pluripremiato agli Oscar 2020. Insieme a lui sul palco Michele Serra, tra i più arguti e ironici intellettuali italiani, legato a Morandi da un lungo sodalizio, narratore e sagace interprete degli aspetti più peculiari dello spirito dei tempi.