Il Colpevole, un grande thriller tutto giocato al telefono

Il colpevole

Il Colpevole (Den skyldige, The Guilty) Danimarca, 2018 Regia Gustav Möller Interpreti Jakob Cedergren, Jessica Dinnage Distribuzione BIM e Movies Inspired
Durata 1h e 25′

In sala dal 07 marzo 2019

STORIA – Seduto al centralino computer del servizio emergenze, in attesa l’indomani di comparire in tribunale per una brutta storia che lo riguarda, il poliziotto Asger Holm riceve tra le tante telefonate una che lo impressiona. Una donna in lacrime, spaventatissima, bofonchia un “ciao amore!” che chiaramente nasconde una richiesta d’aiuto. “Fai finta di parlare con tuo figlio” le suggerisce l’agente per poi capire tra un sì, un no e qualche frase sconnessa che la donna, Iben, è stata rapita, abbandonando una bambina e un infante a casa da soli. Mentre attiva colleghi e auto di pattuglia, capisce progressivamente che le cose sono ancor più gravi di quello che sembrano e che per salvare la disperata ha solo il telefono e lo deve usare in fretta, sfidando i regolamenti e facendone una questione personale (“Ho promesso a una bambina di sei anni che sua madre tornerà a casa, va bene?! ”).

L’OPINIONE – L’abilità in un thriller tutto giocato al telefono (a partire dal primo, appassionante, Il terrore che corre sul filo del 1948 di Anatole Litvak, per arrivare al recente mal distribuito ma eccellente, Locke con Tom Hardy del 2013 ) sta in poche cose ma giocate al millimetro. Un interprete espressivo, inquadrature e movimenti di macchina capaci di sottolineare le emozioni senza esagerare nei virtuosismi e nei vezzi stilistici e una storia che genera suspence solo con le parole e l’urgenza temporale. Il colpevole (e ovviamente non diremo a chi o a cosa si riferisce il titolo) possiede tutte queste qualità, opera di produzione danese ancor più notevole se si pensa che il regista, il 31enne svedese Gustav Moller è al suo primo lungometraggio. E colpisce per la maturità con cui ad esempio, all’interno di una serratissima storia gialla con tanto di colpi di scena e momenti di tensione (generati anche dall’uso sapiente del silenzio al telefono), di cui peraltro i più smaliziati frequentatori del genere intuiranno alcuni sviluppi, Moller costruisce un altro giallo dell’anima, di quelli che piacevano tanto ai più grandi autori scandinavi: cosa ha fatto Asger Holm? Perché sta facendo di questa storiaccia un fatto personale?

Certo, senza un ottimo e convinto attore, molte delle qualità del racconto si sarebbero annacquate o disperse. Ma Jakob Cedergren, che vanta già 47 lavori su schermo, piccolo e grande (il suo più noto da noi è Submarino, 2010) dosa perfettamente la complessità di un personaggio che può essere scostante come inquieto, arrogante come appassionato ed empatico. Uno dei film sorpresa di questa stagione, che ha fatto incetta di premi nel tour dei festival in cui è stato proposto, ben 28 più altre 33 nomination, tar cui spiccano quelli prestigiosi a Rotterdam, Salonicco e soprattutto il Torino Film Festival dove ha vinto il Premio del pubblico e quelli speciali per la sceneggiatura e il miglior attore.