IL DIARIO DEL DIRETTORE: “LA MIA VITA LIFT” – GIORNO 4

Quando prendi lo slancio, la vita ti premia con infinite coincidenze. Stavolta la vita lift comincia con un ascensore guasto e la sottoscritta che segue fiaccata a piedi fino al quarto piano di un Hotel una gioviale publicist inglese di HBO. La promessa è una visione top secret di un film di 4 ore 4 in tempo per fare le interviste (titolo da non rivelare pena l’espulsione da ogni altra avvincente possibilità del genere). Dopo la salita, ti aspetti una confortevole saletta con televisore HD e invece quella che segue è la storia di un sequestro, la prima, credo, nella storia dei festival: sul letto matrimoniale un po’ fané come usano al Lido a 400 euro a notte, mi aspettavano computer, neppure taglia large, e due minacciosi dvd. L’aria condizionata a mille («Non si può assolutamente regolare, è rotta ») sono stata lasciata sola sul lettone, una bottiglia di acqua, un pacchettino di biscotti, e la chiave dell’Hotel. Uscendo, lei, spiritosa e assai simpatica , genere “è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare”, mi ha detto: «Quando hai finito di vedere il film puoi lasciare la chiave al concierge, oppure puoi scegliere di saltare dal balcone e fuggire a metà ». Essendo al quarto piano ha prevalso, come in ogni sequestrato, lo spirito di sopravvivenza. La prima ora ho finito tutti i biscotti, la seconda cercavo disperatamente dell’altra acqua, la terza il mio inglese era decisamente migliorato causa assenza di sottotitoli, allo scadere della quarta ho finalmente capito che l’aria condizionata bastava spegnerla (si sa, la fantasia non è una dote british), ma era ormai troppo tardi. Quando usciranno le mie foto bendata con il pressbook in mano capirete di che film si tratta. Però Frances McDormand e Bill Murray mi hanno fatto tanto piangere…

 

Piera Detassis