“IL DIRITTO DI CONTARE”: IN LIBRERIA IL SAGGIO SU UNA STORIA VERA DA PREMIO OSCAR

Il diritto di contare, al cinema dall’8 marzo, è la storia straordinaria di come un gruppo di matematiche afroamericane, negli anni ’40, abbia contribuito in modo decisivo ai calcoli che hanno spedito Neil Armstrong sulla Luna. Fra le tre candidature ai Premi Oscar, insieme a quella per il miglior film e la miglior attrice non protagonista a Octavia Spencer, c’è anche la nomination per la miglior sceneggiatura non originale, tratta dal libro Il diritto di contare di Margot Lee Shetterly, nelle librerie edito da HarperCollins Italia.

Il saggio ripercorre la storia di Katherine Johnson, la più nota delle “calcolatrici” della NASA, Dorothy Vaughan, Mary Jackson e Christine Darden da quando, negli anni ’30, ancora vivevano sulla loro pelle la segregazione razziale e studiavano nei college e le università americane riservate alle persone di colore.

È la Seconda Guerra Mondiale a cambiare il loro destino: il personale maschile scarseggia, e l’industria aeronautica americana ha un disperato bisogno di esperti con le giuste competenze. Per Katherine, Dorothy, Mary e Christine, tutte matematiche e fisiche eccezionalmente brillanti, è finalmente l’occasione di ottenere un lavoro all’altezza della loro preparazione: dopo il colloquio, ognuna con la sua famiglia e col suo passato diverso alle spalle, si trasferiscono a Hampton, in Virginia, ed entrano nel mondo del Langley Memorial Aeronautical Laboratory dove cominciano a calcolare traiettorie per satelliti, razzi, voli orbitali per quella che sarà di lì a pochi anni la NASA.

Dopo un lungo e dettagliato lavoro di ricerca sulle fonti e incontri con le dirette protagoniste, Margot Lee Shetterly intreccia nel saggio la vita delle quattro donne, il percorso delle loro carriere e delle loro vite personali, la corsa allo spazio in epoca di guerra fredda e la lotta per la sconfitta della segregazione, passando anche per le proteste degli anni ’60. Perché, in quegli anni di fermento, ogni piccolo dettaglio concorreva al grande cambiamento sociale e scientifico in atto. E perché anche le protagoniste sapevano che con le loro competenze si stava facendo la storia: «Dimmi dove vuoi che atterri l’astronauta, e io ti dirò da dove mandarlo su», diceva con assoluta fermezza Katherine Johnson al collega Ted Skopinski.

Una storia eccezionale che parla di intelligenza, coraggio e determinazione. E che forse, portata sullo schermo da Melfi con le attrici Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monaé, potrebbe diventare il caso dei prossimi Premi Oscar.