Il dottor Dolittle, Robert Downey jr. parla con gli animali, tra fantasy e avventura

Usa, 2020 Regia Stephen Gaghan Interpreti Robert Downey Jr., Antonio Banderas, Michael Sheen, Jim Broadbent, Jessie Buckley Voci originali John Cena, Harry Collett, Marion Cotillard, Charles De La Tour, Carmen Ejogo, Ralph Fiennes, Selena Gomez, Kumail Nanjiani, Rami Malek, Octavia Spencer, Craig Robinson, Emma Thompson, Tom Holland Durata 1h e 46′ Distribuzione Universal

Al cinema dal 30 gennaio 2020

IL FATTO – Inghilterra, epoca suppergiù Vittoriana. Dopo la morte della moglie, compagna e collaboratrice Lily, il Dottor Dolittle, veterinario e naturalista, vive come un eremita nella sua villa immersa nel verde, circondato dai suoi adorati animali, con cui peraltro riesce a comunicare, comprendendone il linguaggio. A interrompere la sua selvatica autoreclusione intervengono due fattori, anzi due persone: Tommy, un ragazzino angustiato per aver ferito, cacciando, uno scoiattolo e una compunta signorina, Lady Rose, latrice di una richiesta regale. La regina giace ammalata e niente e nessuno riesce a curarla, non potrebbe farle una visita? Inizialmente riottoso, viene convinto dalla sua personale corte di amici e al suo capezzale comprende che la regina è gravemente intossicata e l’unico rimedio sarebbe il procurarsi una esotica e rarissima pianta.

Così, accompagnato dal pericoloso rancore del dottor Blair Mudfly, suo rivale, Dolittle arma una pittoresca imbarcazione e con la sua bizzarra ciurma di scimmie, orsi freddolosi, struzzi, oche e pappagalli, più il volonteroso ed entusiasta Tommy a fare da mozzo e poi assistente, parte alla ricerca del prodigioso rimedio, infilandosi in una pittoresca avventura.

L’OPINIONE – Fortunata figura della letteratura per l’infanzia britannica, nata nel 1920 dalla penna di Hugh Lofting, il dottor John Dolittle vanta già più di un tentativo di versione su schermi, grande e piccolo, live o cartoons, tra cui le più celebri sono state quelle del 1967 con Rex Harrison e la serie con Eddie Murphy (per i primi due episodi, 1998 e 2001, seguiti poi da altri tre di minor successo). Quest’ultima di Stephen Gaghan (Oscar per la sceneggiatura di Traffic e regista di suo anche di Abandon, Syriana e Gold – La grande truffa), poteva contare su due assi nella manica, la possibilità di usufruire degli ultimi “derivati” dell’evoluzione degli effetti speciali e della computer grafica, più un idolo dell’action con humour come Robert Downey jr.

In realtà la ciambella non è riuscita completamente con il buco, anzi forse ne ha troppi, a dispetto magari di un cast notevole in campo (tra gli altri, cattivi e non, recitano Michael Sheen, Antonio Banderas, Jim Broadbent), più le voci originali di ottimi attori come Emma Thompson, Rami Malek, Ralph Phiennes, Marion Cotillard, eccetera eccetera. La storia è calibrata sul già visto e sul perbenista sicuro, si pencola tra il fantasy (insetti da cartoon e draghi) e l’azione alla Indiana Jones ma senza il sublime senso del ritmo della saga spielberghiana.

Oltretutto revisioni (pare che la prima stesura non soddisfacesse i produttori) e aggiunte si sono sovrapposte, si è gonfiato troppo di qua e si è tagliato troppo di là (infatti certe premesse e nodi di sceneggiatura abortiscono con salti e chiusure sbrigative e il tono non si alza mai dalla scontatezza della favola costosa e premasticata). Peccato perché la premesse tecniche erano accurate e Downey è (quasi) sempre un divertimento vederlo recitare in souplesse.