Il sindaco del rione Sanità, il testo di Eduardo rivive al cinema grazie a Mario Martone

Il sindaco del rione Sanità

Antonio Barracano è un boss che “governa” più con la saggezza e la persuasione – anche se la pistola non manca né a lui né a i suoi – il suo territorio, ovvero il rione Sanità, nel cuore di Napoli, di cui è soprannominato “il sindaco” («quando si parla di Barracano, bocca chiusa e cappello a terra»). Nella sua casa di campagna, alle pendici del Vesuvio, in compagnia della famiglia e dell’apparentemente recalcitrante dottor Fabio Della Ragione, ascolta le ragioni dei tanti “morti di fame” che vengono a chiedere aiuto e giustizia da lui. E lui non si nega mai. Sino a che non gli si presenta il caso di Rafiluccio Santaniello, un giovane disperato e colmo d’odio nei confronti del padre l’agiato fornaio Don Arturo. La sua intenzione è quella di ucciderlo, ma Antonio si opporrà, con i suoi metodi.

Mario Martone tenta un’operazione ardita, combinare un testo del tradizionale repertorio di Eduardo De Filippo (tra i suoi più noti), legandolo alle atmosfere tra l’ultramoderno e il miserabile che han fatto la fortuna di serie come Gomorra e di vario cinema gangsteristico napoletano. Con una colonna sonora tra tecno-rap e neomelodico, le pistole spesso sguainate e vari disperati sempre sul punto di spararsi (anzi all’inizio due che pure sono amicissimi lo fanno e come ridacchia Barracano: “nun ho capite, prima si sparano poi vanno a parlà cun me?!”), la lezione eduardiana su cosa sia veramente il male e il bene applicato alla giustizia (“un uomo è un uomo quando ha capito che deve fare marcia indietro e la fa”) acquista sapori nuovi e certamente spiazzanti. Soprattutto accetta di immettere il “vecchio” testo in un contesto estremamente diverso, con uno stridore che se possibile accentua ulteriormente i significati. Il cast è prettamente teatrale, il progetto nasce infatti in collaborazione con il teatro stabile di Torino e il Nest (di San Giovanni a Teduccio, periferia di Napoli), con i protagonisti, Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo e Roberto De Francesco, di notevole aderenza e passionalità. Un’opera che scorre più liscia di quanto non si sospetti, senza sbavature, ma che la Nexo avverte che distribuirà solo il 30 settembre, il 1 e il 2 ottobre nelle sale. Meglio affrettarsi, dunque.