Inside Out racconta la crescita in un’epica avventura coloratissima e surreale

Inside Out, Usa, 2015 Regia Pete Docter Distribuzione Disney Durata 1h e 34

In sala dal 16 settembre

Riley, una ragazzina di 11 anni, si trasferisce dal Minnesota a San Francisco con i suoi genitori. Il cambiamento non la entusiasma affatto e adattarsi alla nuova vita non è facile. Nella sua mente si agitano emozioni e sentimenti governate da Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto, il cui supertecnologico quartier generale risiede nella mente della bambina.

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Chi pensava che un film quasi totalmente ambientato nella testa di una preadolescente si trasformasse in un freddo esercizio intellettuale ha dovuto ricredersi. Certo, Inside Out di Pete Docter, che ha stregato la platea del Festival di Cannes 2015, è basato su precise teorie scientifiche e studi psicologici, ma è la dimostrazione che per la Pixar contano soprattutto tre cose: la storia, la storia e la storia. E alla storia viene piegata ogni scelta stilistica. Il quindicesimo ambizioso cartoon della squadra guidata da John Lasseter che vede protagoniste le “voci di dentro” della protagonista, ansiose di prendere il comando e guidare le sue azioni, amalgama alla perfezione la dimensione realistica con quella fantastica trasformando le emozioni in personaggi, l’astratto, l’onirico e il subconscio in concreto, il percorso di crescita di una ragazzina in una straordinaria, epica avventura in mondi coloratissimi e surreali, capaci di dare forma a stati d’animo precisi.

Nella testolina di Riley si alternano Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto (i colori e le forme dei personaggi, ovviamente, non sono casuali) che a turno prendono il comando determinando l’umore della piccola. Poi un giorno un incidente spedisce Gioia e Tristezza nel magazzino della memoria a lungo termine, e per le due comincia un lungo e rocambolesco viaggio di ritorno verso il quartier generale sul treno dei pensieri, attraverso le isole della personalità, il regno dell’immaginazione, la fabbrica dei sogni creati da una troupe cinematografica, i luoghi oscuri e misteriosi dell’inconscio dove crescono broccoli e si aprono spaventose scale per il seminterrato, il tunnel dell’astrazione che in un paio di minuti riassume due secoli di storia della pittura, l’abisso dell’oblio dove i ricordi sbiadiscono e svaniscono definitivamente, così come i colorati e fantasiosi amici immaginari pronti al sacrificio estremo. Morale della favola: non è di sola gioia che si vive felici, ma del lavoro di squadra di tante preziose emozioni. Geniali le incursioni nella testa di altri personaggi, tra cui, nel finale, anche quelle di cani e gatti che da oggi non avranno più segreti.