Intervista a Federico Riccardo Rossi, una giovane promessa tra fiction e cinema

Con i suoi occhi azzurri, i ricci ribelli e un sorriso sincero, Federico Riccardo Rossi è un giovane attore italiano incluso nel cast della recente commedia Compromessi Sposi, diretta da Francesco Miccichè. Nei panni di Matteo, uno dei testimoni dello sposo goliardico e ironico, egli ha iniziato la sua avventura sul grande schermo, dopo alcuni progetti più indipendenti. Il pubblico del piccolo schermo lo avrà notato in alcune fiction RAI come Non Dirlo al mio Capo, al fianco di Vanessa Incontrada, ma noi abbiamo incontrato Federico Riccardo Rossi in occasione dell’anteprima del film con Diego Abantuono e Vincenzo Salemme che racconta la storia d’amore di due giovani promessi sposi, le cui famiglie non sembra fatte l’una per l’altra.

Ecco cosa ci ha raccontato il giovane attore milanese classe 1990 di questa esperienza sul set con due grandi maestri della comicità italiana, la sua idea del mestiere dell’attore e altre curiosità.

Compromessi Sposi si può considerare il suo vero debutto sul grande schermo. Cosa ha provato quando ha visto il suo nome nei titoli di testa?

Fino a oggi mi era già capitato di avere a che fare con lungometraggi dai generi più disparati, ma sempre nei giri indipendenti, con dei cameo e sempre in lingua inglese. Con questo film, finalmente, ho avuto l’opportunità di interpretare un personaggio presente dall’inizio alla fine. Più che nei titoli di testa ho provato delle forti emozioni a fine film. Confesso che mi sono commosso. Sapere che in quella storia appena raccontata ci fosse anche il mio zampino, è motivo per me di grande orgoglio. Nel mio piccolo è stato come se avessi dato un “taglio” personale al film. Una gioia indescrivibile.

Cosa può dirci del suo personaggio?

Sono uno dei testimoni dello sposo, nonché uno dei suoi migliori amici. Il mio personaggio si chiama Matteo, un tipo tutto dedito al divertimento e allo svago. Però ci tengo a sottolineare che nella realtà sono davvero molto distante da lui, ma ho sempre voluto sviluppare un personaggio del genere. Non mi sarei mai immaginato un giorno di avere realmente questa opportunità.

Il film affronta le differenze culturali e personali tra Nord e Sud. Lei cosa ama del Nord Italia e del Sud Italia?

Questa è una tematica per me molto personale poichè dal Nord mi sono trasferito al Sud.
Del Nord amo il fatto che c’è una cultura del lavoro pazzesca, un forte senso di aiuto reciproco e di efficienza. Del Sud amo la generosità, il senso innato di appartenenza e la capacità di dare affetto e amore incondizionatamente.

Come è stato lavorare con Abatantuono e Salemme, anche se indirettamente?

Un sogno che si avvera. Avere due pilastri del genere sullo stesso set è qualcosa di straordinario. Anche solo vivendo gli stessi spazi, respirando la stessa aria e/o sbirciandoli di nascosto tra un ciak e l’altro, si apprende qualcosa. Più che come attori, non avendo scene parlate con loro, li ho conosciuti come uomini. Paradossalmente uno dei miei sogni è poter lavorare nuovamente con loro!

Ama recitare in una commedia o vorrebbe recitare in storie più dark? Molti tuoi colleghi sognano sempre di fare un villain…

Io amo recitare. Una volta abbozzata un’ idea del personaggio, poter andare a esplorarne le viscere col lavoro è solo un privilegio. Amo la commedia perché far ridere gli altri mi è sempre piaciuto, ma con i ruoli più dark, come coi villains, si può andare a provocare ed evocare tutt’altre emozioni nello spettatore. Confesso che amo i personaggi contorti e strani, semplicemente perché sono più complessi ed è più interessante interpretarli. Vorrei tanto interpretare un ruolo tratto da una storia vera.

Il suo film preferito?

Troppi. E pure scontati. Mi piacciono i film che ti lasciano qualcosa emotivamente parlando, come quelli con un finale spiazzante, purché siano interpretati bene. Spesso guardo ossessivamente quasi sempre e solo l’interpretazione nei film.

I suoi modelli di riferimento come attore?

Di getto ti dico DiCaprio e De Niro, sia per recitazione che per ruoli/film. Anche Jack Nicholson e Johnny Depp. Andando più indietro nel tempo, nutro profonda stima per la sensibilità emotiva di Charlie Chaplin, come per il talento cristallino di Marlon Brando.

Avrà notato che oggi molti influencer e youtuber diventano attori. Pensa sia giusto? E lei che uso fai dei social?

Trovo che se una produzione mette a lavorare un attore o personaggio per i followers, rischia di danneggiare la qualità del prodotto stesso. Sicuramente gli youtubers e influencers hanno, e sanno sfruttare bene, la vetrina digitale che i social e il web offrono. Io di contro non sono molto social, nel senso che non sono nè talentuoso nell’utilizzarli, nè li vivo con la massima serenità: li sento un po’ come una forzatura, una specie d’invasione della privacy. Detto questo se una persona riesce a sfruttare i social per far emergere il proprio talento penso sia buono.

Cosa le ha fatto capire che il mestiere dell’attore sarebbe stata la sua strada?

Il giorno in cui, dopo aver girato una scena in cui vidi una reazione ammirata e sorpresa per una mia performance recitativa, guardandomi allo specchio mi sono detto: “Cavolo, è così che voglio sentirmi”. Non mi ero mai sentito così! So che è infantile, ma da lì decisi d’intraprendere questa strada.

I suoi prossimi progetti?

Continuare in questa direzione. Sono cambiato e cresciuto in questi anni accumulando esperienze ed errori. Ritengo di avere molto più da dare a livello artistico di quello che, ad oggi, sono riuscito ad esprimere. Spero solo di avere la fortuna di poter fare questo mestiere a vita.