Ischia Film Festival, Costanza Quatriglio: “Così ho raccontato la storia vera di Jan Azad”

Costanza Quatriglio
Ciak d'Oro Bello e Invisibile: Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio

È in corso (fino al prossimo 6 luglio) l’ottimo Ischia Film Festival, che Ciak seguirà a partire dal prossimo 4 luglio. Tra i titoli da non perdere al Festival diretto da Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, questa sera c’è la proiezione di Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio.

Presentato a Locarno lo scorso anno, il film (tra i migliori della stagione e non solo fra gli italiani) verrà presentato alle 21.45 alla Casa del Sole alla presenza dell’autrice siciliana. Sembra mio figlio – fresco vincitore del Ciak d’oro “Bello e invisibile” e del Nastro della legalità ai Nastri d’argento – racconta, in forma di film narrativo, la vera storia di Mohammad Jan Azad (cosceneggiatore), fuggito dalla guerra in Afghanistan ancora ragazzino e arrivato in Italia nascosto sotto un camion. Sulla storia di Jan Azad, Costanza Quatriglio aveva già realizzato un documentario (Il mondo addosso).

Stavolta narra la storia di quell’uomo di etnia hazara da adulto, quando ha deciso di andare alla ricerca della propria madre, spingendosi fino in Pakistan e rischiando la vita (il popolo hazara – riconoscibile dai tratti somatici, come il taglio degli occhi – è tuttora perseguitato in gran parte del Medio Oriente). Quatriglio è tra le migliori registe italiane contemporanee. Ha messo a fuoco, con lucidità di sguardo e rigore, realtà poco conosciute o poco raccontate dai media come la morte di Francesco Mastrogiovanni, legato a un letto nell’ospedale psichiatrico di Vallo della Lucania (87 ore), o la morte delle tessitrici di un maglificio irregolare di Barletta nel 2011 (Triangle).

Sembra mio figlio

Con Sembra mio figlio torna alla forma “fiction” (a 15 di anni dal primo film, L’isola), per rivelare la vera storia di Jan Azad (interpretato dal poeta Basir Ahang) e realizzare così un racconto collettivo sugli esseri umani sradicati. Ci ha raccontato Costanza: «Il fatto che il protagonista sia interpretato da un vero poeta come Basir mi ha sicuramente permesso di toccare corde che non avrei potuto trovare in un attore non professionista. È talmente abituato a usare la parola e a scrivere nella sua lingua madre o in persiano ma anche in italiano, che mi ha consentito di trovare insieme a lui la chiave giusta. Non gli ho dato un copione, gli ho raccontato le scene e poi, traducendo i dialoghi e ragionando sul modo di parlare di Ismail, abbiamo capito l’essenza del personaggio. Lo abbiamo creato insieme e infatti sul set non ho mai dovuto dirigere Basir o correggerlo. Ismail, attraverso la lingua madre, dice chi è. Pur avendo girato in un’altra lingua pareva anche a me di girare nella lingua che conosco da sempre». Augurando una prossima uscita Dvd dell’opera, non perdetelo in sala. In tempi di chiusura e odio verso l’ “altro”, il film di Quatriglio è quasi una preghiera di speranza impastata di immagini, suoni, parole e silenzi.

Luca Barnabé


Il programma completo, giorno per giorno, dell’Ischia Film Festival lo trovate qui:

https://www.ischiafilmfestival.it/index.php/it/il-festival/programma/684-programma-2019