INTERVISTA CON JAKE LACY, IL “TOYBOY” CHE SEDUCE JESSICA CHASTAIN IN “MISS SLOANE”

Con quel sorriso sghembo e l’aria da sbruffoncello, non stupisce che Jake Lacy sia stato scelto per il ruolo di compagno di letto di Jessica Chastain in Miss Sloane, il thriller politico che ha aperto il 13° Dubai International Film Festival (7-14 dicembre 2016) e che ancora non ha una data d’uscita certa in Italia. In programma nella stessa manifestazione il 30enne attore statunitense aveva anche la commedia britannica Their Finest, sempre nella parte di un giovane di belle speranze (in questo caso, però, tutt’altro che arguto). Lui ci scherza su: non si vergogna ad ammettere che gli addominali, dopotutto, gli hanno procurato un ingaggio dietro l’altro. Dopo una lunga gavetta e i lavori più strampalati, ora non si lamenta di certo per i personaggi senza maglietta sul piccolo e grande schermo, né di quelli a metà tra “l’uomo-oggetto” e il “toyboy”.

Non sembra particolarmente angosciato per la mercificazione del suo corpo, è così?
(Ride) Ammetto che nel mio curriculum spiccano varie parti che hanno contribuito a quest’immagine, ma per fortuna, come nel caso di Miss Sloane, il personaggio ha una sua tridimensionalità. Comunque sia provo un immenso senso di gratitudine, sperando di non fare solo il “pezzo di carne”. Questa riflessione mi porta a pensare che in effetti nella storia del cinema è sempre toccato alla donna questo compito, sembrava essere lì solo per essere guardata, sono contento che le cose stiano cambiando.

Il rapporto tra il suo personaggio e miss Sloane, però, non evolve in maniera classica.

In effetti il film sembra più un pulp crime che una commedia romantica a lieto fine, ma quello che mi piace maggiormente del copione è che mentre tutti gli uomini e le donne sono di solito intimiditi da lei, io non lo sono affatto.

Com’è andata invece sul set della serie tv Girls con un’altra donna forte come Lena Dunham?

Ero fan del telefilm prima ancora di prendervi parte. Ho conosciuto Lena tramite un paio di amici in comune, ma vederla in azione sul set mi ha stregato: lei scrive, dirige, produce e recita, prende ogni decisione dal casting al look e sempre con una grazia innata. Accanto a lei mi sento un attore zuccone, solo un piccolo pezzo del puzzle…

Com’è stata la gavetta?
Sono un ragazzo cresciuto nei boschi del Vermont e non avrei mai immaginato che dopo due anni a New York avrei ottenuto la parte nel pilot di ABC dal titolo Better With You. Nel frattempo facevo i lavoretti più diversi per pagare le bollette, compreso quello in una compagnia di biciclette. Ero il tizio che le andava a consegnare e a recuperare, andando su e giù dal ponte di Brooklyn per tutto il giorno, tra una lezione e l’altra di recitazione. All’epoca non avevo neppure i soldi per andare al cinema e così mi cercavo gli impieghi su Craiglist.

Quando è arrivata la svolta?

Quando la compagnia di biciclette ha chiuso mi stavo disperando, finchè un mio amico mi ha detto: “Senti, prendi 7 dollari l’ora. Non sarà mica tanto difficile trovare qualcosa del genere, no?”. Sono passato a lavorare nei bar e nei club ma come cameriere ero pessimo, al punto che servire ai tavoli mi stressava, oltre al fatto che non avevo idea di cosa ci fosse in un Cosmopolitan.

Era un bambino prodigio?

Più che altro uno di quelli che voleva le attenzioni a tutti i costi, che desiderava gli applausi dagli sconosciuti. Grazie ad una professoressa del liceo ho capito che l’arte e la creatività sono qualcosa di diverso, così mi ha spinto ad andare al college e a studiare per fare la differenza.

Da Carol a Their Finest fino a Single ma non troppo, ha collezionato i ruoli più diversi, che ricordi ha?
Stupendi perché ho davvero collaborato con professionisti strepitosi come Rooney Mara o Bill Nighy, un vero gentiluomo inglese d’altri tempi.

Ci dice un suo difettuccio?
Sono musone quando mi sveglio al mattino o quando le cose non vanno come le pianifico. Perfino quando mi hanno proposto il festival negli Emirati ho messo il muso, perché ero a sciare in Vermont con mia moglie e mi sembrava un invito last minute. Che brutto atteggiamento, lo so! Infatti dopo mi sono calmato e l’inquietudine ha lasciato spazio alla gratitudine. Sto imparando a cambiare prospettiva e ad addomesticare questo mio caratteraccio e così finalmente mi posso godere qualche giorno a Dubai, uno dei posti più belli del mondo. Niente male, vero?

Alessandra De Tommasi