John David Washington su Zendaya: “Ha più esperienza di me nel settore, sto imparando da lei”

Nonostante la giovane età di Zendaya, l'attore ha elogiato la maturità della collega, co-protagonista insieme a lui del film "Malcolm & Marie"

Da quando si è fatto notare in BlacKkKlansman di Spike Lee, John David Washington è diventato uno dei nomi più ‘caldi’ di Hollywood negli ultimi anni. Dopo essersi immolato nei salti temporali di Tenet, l’attore 36enne figlio di Denzel sarà protagonista (e produttore) di “Malcolm & Marie”, dramma sentimentale diretto da Sam Levinson e girato in piena pandemia insieme all’attrice Zendaya (qua per vedere il trailer).

In un’intervista esclusiva a Variety, Washington ha parlato del suo ultimo film, in arrivo il prossimo 5 febbraio su Netflix, soffermandosi sul rapporto instaurato con la giovane collega Zendaya, sottolineando come, nonostante i 10 anni di differenza, quest’ultima abbia dimostrato una maturità non indifferente e anche maggiore esperienza in campo cinematografico.

Le parole di Washington:

«La differenza di età non mi ha preoccupato minimamente, perché lei è, a tutti gli effetti, una gran donna e la gente avrà modo di vederlo in questo film. Ha molta più esperienza di me nel settore. Io ci sono dentro solo da sette anni, mentre lei ci lavora da più tempo, quindi sto imparando da lei. Sono io il debuttante. Mi sono appoggiato a lei per molto tempo. Ho apprezzato molto la sua saggezza e il suo discernimento riguardo quelle storie che ha condiviso e che ha dovuto affrontare con Twitter e tutto il resto. L’ho ammirata. Sono davvero entusiasta del fatto che la gente possa vedere, quando il film uscirà, quanto è matura in questo ruolo. Stiamo parlando di versatilità e Sam e Zendaya ne hanno portata molta».

Su come si sia sentito a girare un film durante la pandemia, l’attore ha risposto:

«Mi sono sentito a mio agio e al sicuro. Ma ne avevo così tanto bisogno che avrei rischiato di tutto. Eravamo in questa struttura, in un ranch, che era questo bellissimo resort, con molto spazio. Ognuno aveva la propria cabina e dovevamo fare dei tamponi prima di arrivarci. Nel ranch non c’era nessuno tranne noi. Così, finché nessuno lasciava la struttura, mi sentivo al sicuro».