Johnny Depp ha ritrovato la serenità: il nostro incontro a Zurigo per Richard Says Goodby

ZURICH, SWITZERLAND - OCTOBER 05: Johnny Depp speaks at the 'A conversation with...' event during the 14th Zurich Film Festival on October 05, 2018 in Zurich, Switzerland. (Photo by Thomas Lohnes/Getty Images)

A dispetto delle turbolenze che lo accompagnano, e che spesso lo precedono, sembra ancora quel ragazzo dolce e stralunato conosciuto molti anni fa, quando è diventato la musa di Tim Burton. Capelli lunghi, basco, jeans e un irresistibile sorriso, Johnny Depp è arrivato in una splendida giornata di sole al Zurich Film Festival portando con sé una serenità che non gli vedevamo indossare da tempo.

A Zurigo è venuto per incontrare il pubblico e per accompagnare il suo ultimo film, Richard Says Goodby di Wayne Roberts in cui interpreta un professore di letteratura inglese che, appreso di avere solo sei mesi di vita a causa di un cancro che non gli lascia scampo, decide di fare tutto quello che non ha mai fatto prima, compreso dire la verità e smascherare ogni ipocrisia. «Ho amato la sceneggiatura sin dalle prime pagine – dice l’attore – e sono stato conquistato da questo personaggio che approfitta di una drammatica occasione per vivere intensamente e con maggiore libertà il tempo che gli rimane. È importante confrontarsi con questi temi. A me capita quando travestito da Jack Sparrow faccio visita ai bambini malati negli ospedali. Strappare loro un sorriso regala un senso profondo alla mia esistenza. E pensare che quel personaggio così eccentrico e bizzarro non piaceva proprio alla Disney, convinta che stessi rovinando il film con il mio pirata. Una volta mi hanno chiesto: è pazzo, ubriaco o gay? E che ne so, ho risposto. So solo che andando tanti anni per mare deve aver preso parecchie botte in testa e che quando scende a terra ha un’andatura un po’ incerta. A me piace perché, come i personaggi dei cartoon che tanto piacciono ai più piccoli, può permettersi di fare ciò che vuole senza troppe drammatiche conseguenze».

Johnny Depp al 14mo Zurich Film Festival (Photo by Thomas Lohnes/Getty Images)

Depp racconta aneddoti sulla sua grande amicizia con Tim Burton, che lo volle nei panni di Edward Mani di Forbice, ma anche su quella con lo scrittore Hunter S. Thompson, dal cui romanzo è stato tratto Paura e delirio a Las Vegas. L’attore, che vedremo presto in City of Lies – L’ora della verità di Brad Furman, al fianco di Forest Withaker, sarà anche il villain in Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, secondo capitolo della nuova saga ideata da J.K. Rowling, diretto da David Yates.

«Mi hanno detto che la Rowling voleva incontrarmi e ci siamo parlati per ore. Mi ha colpito la sua enorme fiducia nei miei confronti quando ha confessato: “non vedo l’ora di scoprire cosa farai con quel personaggio”. Grindelwald è convinto di agire nel giusto, ma altri ovviamente non sono d’accordo con lui. Non è un personaggio divertente, ma mi ha consentito di esplorare territori sconosciuti. Come attore sono sempre alla ricerca di cose nuove e potenzialmente assai catastrofiche. Mi piace rischiare, e molto». A proposito di Waiting for the Barbarians diretto da Ciro Guerra e tratto dal romanzo dello scrittore premio Nobel J. M Coetzee, invece dice: «Cominceremo a girare a fine ottobre in Marocco, lavorerò al fianco di Robert Pattinson e di Mark Rylance, oggi il miglior attore shakespeariano sulla faccia della terra».

Johnny Depp al 14mo Zurich Film Festival (Photo by Thomas Lohnes/Getty Images)