L’opinione: Cena con delitto, quando il giallo è raffinato e rétro

Su Ciak in edicola Giorgio Gosetti vi svela perché Cena con delitto il giallo che mancava al cinema: ecco un assaggio

Arriva in sala dopo l’anteprima al Torino Film Festival la black comedy di Rian Johnson Cena con delitto e subito ci accorgiamo che il sale dell’umorismo ci manca: quando finalmente qualcuno se ne ricorda (basti pensare al travolgente Parasite di Bong Joon-ho, ma anche alla prima parte del nostrano Gli uomini d’oro di Vincenzo Alfieri) c’è da stappare spumante d’annata.

Il regista di Star Wars: Gli ultimi Jedi e prima del visionario Looper è un californiano del ’73, da sempre giocherellone coi generi e talmente appassionato dal progetto di Knives Out (Fuori i coltelli è il titolo originale e il sottotitolo di Cena con delitto, e rende l’idea) da averlo accompagnato in una lunghissima gestazione senza mai mollare. L’idea è di riprodurre lo stile del classico whodunit (il giallo deduttivo, Ndr) reso memorabile da Dame Christie. Il gioco si fa scoperto non appena Daniel Craig entra in scena con la faccia da duro dell’investigatore alla Marlowe e dichiara di chiamarsi Benoît Blanc. Un americano dal nome francese come un belga chiamato Hercule Poirot?

Ebbene sì e ci vuole tutta l’immota compostezza che Craig imprime ai suoi personaggi perché non si metta a ridere con noi quando si presenta. Il gioco del film è presto detto e le citazioni da precedenti illustri (il migliore è Gosford Park di Robert Altman) sono dichiarate con quel gusto della cinefilia rétro che oggi funziona molto e rivela una tendenza hollywoodiana interessante, ovvero il rimando alla mitica stagione degli “autori” americani degli anni ’70. Si prenda una famiglia di ricconi rivisitata nell’era di Donald “Duck” Trump; si metta in scena un omicidio (o possibile tale) che farebbe felici molti interessati all’eredità, visto che a passare a miglior vita è il decano della dorata famiglia; si orchestri un coro di servitori e sicofanti ciascuno a suo modo motivato che fa da contraltare alle nevrosi e alle invidie dei parenti stretti. (…)

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