La compagnia del cigno, tutta un’altra musica

La compagnia del cigno

Tra note e spartiti, sette giovani talenti sono protagonisti de La compagnia del cigno, la nuova serie di Ivan Cotroneo ambientata nella Milano di oggi con la memoria di ieri

Prima ancora che un film sui sogni dei ragazzi e prima ancora di una storia che vola con la musica, La compagnia del cigno è un viaggio intenso, umano e geografico, attraverso la Milano di oggi con la memoria di ieri, dal Conservatorio Giuseppe Verdi al Bosco Verticale, dalla borghese eleganza meneghina, spesso nascosta, al nuovo skyline di zona Garibaldi fino alla multilculturalità di Via Paolo Sarpi. Chi conosce la città sa che in pochi altri luoghi Ivan Cotroneo, regista e autore della serie, avrebbe potuto far planare con tale credibilità i sette ragazzi che sognano di diventare musicisti, ognuno con il proprio strumento del cuore sottobraccio, tra illusioni, ambizioni e fatiche.

Milano è la città della Scala, spalancata oggi sul mondo, il punto di attrazione fatale per il protagonista Matteo (Leonardo Mazzarotto), violinista che arriva dal trauma di Amatrice distrutta dal terremoto e cela un buio segreto. Timido e chiuso, il suo talento non sfugge all’orecchio del maestro Marioni (Alessio Boni), detto “il Bastardo” per i metodi autoritari e duri. Anche lui naturalmente cela un segreto. Di quelli che spaccano il cuore. Ma persino “il Bastardo” capisce che per far crescere musica e talento bisogna rompere la solitudine di ciascuno e fare gruppo, unire le differenze, costringere i ragazzi a stare insieme, persino a distrarsi con la vita. Nasce così La compagnia del cigno, nome ispirato a Verdi, il cigno di Busseto. Si scontrano, si temono e a volte s’innamorano la bella Barbara (Fotinì Peluso), prigioniera di una famiglia che troppo vuole, il talentuoso Domenico (Emanuele Misuraca), la violoncellista Sofia (Chiara Pia Aurora), splendidamente “robusta” e per questo un po’ complessata, Robbo (Ario Sgroi), alle prese con oboe e pianoforte, Rosario (Francesco Tozzi), che picchia sulla batteria, e l’incantevole violinista ipovedente Sara (Hildegard de Stefano).

Quella proposta da Cotroneo è come sempre una sfida che fa la differenza in tv: ci vuole vera modernità per raccontare in prime time la musica classica (con innesti pop e con il brano inedito Sound Of An Orchestra di Mika nella colonna sonora) e un gruppo di ragazzi che a prima vista sarebbero all’antica, niente rap e hip hop, solo accordi di violino, note di oboe e la stanza dell’urlo, insonorizzata, dove si può andare a gridare la propria rabbia di crescere o di non essere ancora cresciuti.

I temi restano quelli cari all’autore, il romanzo di formazione, le identità sessuali complesse, la follia di credere che tutto sia ancora possibile, la fuga in mondi incongrui e fatati che irrompono all’improvviso nella trama lineare, nelle stanze rigide del Conservatorio. Scelti uno per uno dalle selezioni in tante scuole musicali, i giovani protagonisti sono accattivanti e naturali, e certo non era facile. Tutt’intorno a loro un coro adulto di bravi interpreti, da Giovanna Mezzogiorno ad Anna Valle, da Alessandro Roja a Rocco Tanica, Stefano Dionisi e Carlotta Natoli. La serie, prodotta da Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction, è scritta da Cotroneo con Monica Rametta e andrà in onda su Rai 1 da lunedì 7 gennaio, dodici puntate di 50 minuti in sei serate.