La Grande Bellezza: 5 curiosità sul film di Paolo Sorrentino

Stasera in onda su Iris il capolavoro di Sorrentino

Nel 2013 un Paolo Sorrentino in stato di grazia realizzava uno dei film italiani più rinomati e apprezzati degli ultimi anni, La Grande Bellezza.

La storia di Jep Gambardella (Toni Servillo), scrittore e giornalista ormai cinico e insofferente, al quale non resta che pescare nei ricordi perché deluso e disgustato dal presente, ha ammaliato tutti, in patria e oltreoceano, arrivando a conquistare i premi più prestigiosi, tra cui, l’Oscar al miglior film straniero, il Golden Globe e il BAFTA nella stessa categoria, quattro European Film Awards, nove David di Donatello, cinque Nastri d’Argento e ben otto Ciak d’oro, oltre a numerosi altri premi internazionali.

Andiamoci a leggere 5 interessanti curiosità sulla pellicola:

1. Il titolo. In un’intervista condotta a Radio 2, Paolo Sorrentino ha ammesso che, ad un certo punto della produzione, stava pensando di chiamare il film L’apparato Umano. Questo è anche il titolo dell’unico romanzo scritto dal protagonista Jep Gambardella.

2. I numeri. Il 4 marzo 2014, appena due giorni dopo la vittoria dell’Oscar, Canale 5 trasmise La Grande Bellezza in prima serata. Il film totalizzò 8 861 000 spettatori e raggiunse il 36,11% di share, diventando la pellicola cinematografica più vista degli ultimi dieci anni sulla televisione italiana.
Non altrettanto all’altezza fu l’incasso ottenuto nelle sale italiane: 7 269 378 milioni di euro raccolti, ai quali si aggiunsero gli incassi negli altri paesi, che portarono il numero degli incassi totali a 24 milioni di dollari (a fronte di un budget di 9.200.000€).

3. Viva l’Italia. Sorrentino riuscì a riportare a casa l’Oscar come Miglior film straniero dopo ben 15 anni. Prima di lui, c’era riuscito nel 1999 Roberto Benigni con “La vita è bella” e prima ancora Gabriele Salvatores con Mediterraneo nel 1992.

4. Le scene tagliate. La versione finale del film dura 2 ore e 22 minuti, mentre quella originale e integrale raggiunge quasi le tre ore. Dalla versione ridotta sono state tagliate un paio di sequenze nelle quali apparivano, tra gli altri, gli attori Giulio Brogi e Fiammetta Baralla, che infatti sono stati ringraziati nei titoli di coda. In una scena tagliata Brogi, nei panni di un anziano regista, racconta a Jep Gambardella la sua prima sensazione di “incanto” visivo: l’accensione del primo semaforo installato a Milano tra piazza Duomo e via Torino: «Mi pare che fosse il 12 aprile 1925. Mio padre mi mise sulle spalle perché c’era una gran folla, ma capisce? Una folla, radunata per vedere un semaforo. Che bellezza! Che grande bellezza!», mentre nell’altra scena tagliata compare Fiammetta Baralla che interpreta la vecchia madre di Sabrina Ferilli.
La versione da 3 ore è stata proiettata successivamente nei cinema dal 27 al 29 giugno 2016.

5. La dedica. Il film è dedicato a Giuseppe D’Avanzo, ex giornalista del Corriere e di Repubblica, grande amico del regista Paolo Sorrentino. D’Avanzo è morto all’improvviso il 30 luglio 2011, mentre era in bicicletta a Calcata (Viterbo) durante un allenamento in compagnia dei colleghi Attilio Bolzoni e Fausto Gianì.