“LA LA LAND”: LA RECENSIONE

la la land

id., Usa 2016 Regia Damien Chazelle Interpreti Emma Stone, Ryan Gosling, Jonathan Kimble Simmons, John Legend Distribuzione 01 Distribution Durata 2h e 7’

 

Al cinema dal 26 gennaio 2017

Mia è un’aspirante attrice che, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema. Sebastian è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar. Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco. Ma quando iniziano ad arrivare i primi successi, i due si dovranno confrontare con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto.

All’inizio e alla fine di Pretty Woman una voce fuori campo ci ricorda che Hollywood è il luogo dei sogni, che non tutti i sogni si avverano, ma non per questo bisogna smettere di sognare. La La Land, il nuovo film del talentuosissimo Damien Chazelle (tre Oscar per Whiplash) 7 Golden Globe e 14 nomination all’Oscar, parte proprio da qui. I sogni di chi spera possono cominciare anche nel traffico di un’assolata autostrada di Los Angeles, all’inizio di un nuovo giorno carico di promesse e delusioni. Mia e Sebastian sono decisi a raggiungere il successo nella Città degli Angeli, “che venera ogni cosa e non dà valore a nulla” (una frase inserita nella sceneggiatura dallo stesso Gosling), dove i sogni hanno un prezzo, ma non si può fare a meno di inseguirli, i due si incontrano, si detestano, si innamorano, si sostengono a vicenda, si allontanano, si ritrovano, tra balletti e canzoni che rendono omaggio alla vecchia Hollywood, ma al tempo stesso reinterpretano la tradizione in chiave contemporanea, adattando i cliché del genere a un mondo dove il lieto fine non è più così scontato, ma il cinismo è decisamente bandito, perché tutti hanno il diritto di sperare.

Ryan Gosling ed Emma Stone, Coppa Volpi all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e Golden Globe, si muovono sullo sfondo di una romantica Los Angeles dai colori accesi come il sole al tramonto, tra coreografie che piacerebbero a Gene Kelly e Bob Fosse, omaggi a Charlie Parker e Thelonious Monk, Stanley Donen, Jacques Demy in un film che regala stupore, meraviglia e un sorriso lungo 127 minuti, senza timore di premere sul pedale delle emozioni. La bellissima, struggente colonna sonora di Justin Hurwitz celebra il coraggio dei sognatori, i fallimenti di chi osa e quel pizzico di follia necessaria per cogliere e godere di tutte le sfumature della realtà.

Alessandra De Luca