“LA LUCE SUGLI OCEANI” IN TRE DOMANDE

Accolto con reazioni contrastanti, c’è già chi dichiara di averlo amato e chi di averlo odiato, The Light Between Oceans – che in Italia arriverà il 16 febbraio con il titolo La luce tra gli oceani, distribuito da Eagle – era uno dei film in concorso più attesi di questa edizione del Festival, anche perché avrebbe portato al Lido la coppia più chiacchierata del momento: Alicia Vikander e Michael Fassbender.

Li abbiamo visti scambiarsi un tenero bacio durante la cerimonia di consegna degli Oscar lo scorso febbraio, e tra le pagine del L.A. Times dove hanno posato per un servizio insieme, ma a parte questo sembra sia impossibile fotografare Alicia e Michael mentre si scambiano effusioni. Forse anche per questo i fotografi erano appostati da stamattina vicino al molo dove sarebbero attraccati, e lungo il red carpet ci sono da stamattina all’alba decine di ragazzi armati di ombrello, per proteggersi dal sole, carta, penna e smartphone. Noi li abbiamo incontrati alla conferenza stampa per il film, dove hanno dispensato sorrisi e elegantemente glissato tutte le domande personali. Insieme a loro il regista Derek Cianfrance, la prima delle tre domande è per lui:

Perché ha deciso di adattare proprio questo romanzo?

Dopo Blue Valentine e Come un tuono ero stufo delle mie idee e volevo girare qualcosa di qualcun altro. Ho letto tantissime sceneggiature ma non riuscivo a trovare nulla che mi convincesse. Poi mi sono imbattuto nel libro di M.L. Stedman e ho iniziato ad interrogarmi su cosa comporti la totale solitudine e su come questa può avere impatto sulle dinamiche familiari. Mi sono informato sulla possibilità di acquisire i diritti per portarlo sul grande schermo e alla fine ci sono riuscito.

Alicia è giovanissima ma nel film interpreta una madre che vive due aborti spontanei. Come ha fatto ad entrare nella parte?

Non ho figli e credo che la più grande sfida del film sia stata proprio immaginarmi nel ruolo di madre. La cosa che mi preoccupava di più era riuscire a rendere questo desiderio di maternità, ci sono moltissime donne che sentono fortissimo il desiderio di diventare madri e io ho cercato di usare l’immaginazione per capire che avrebbe fatto il mio personaggio, non io. Ci sono anche due scene molto forti in cui Isabel (la donna che interpreta n.d.r.) ha degli aborti spontanei e devo ammettere che non è stato facile. In più per tutto il tempo sono stata a domandarmi cosa avrebbero pensato le madri nel vedere il film, e per questo ho chiesto aiuto a tutte le donne sul set e ho cercato di raccontare la storia con più autenticità possibile.

Come sono andate le cose sul set?

Michael Fassbender: Io ero terrorizzato, Derek (Cianfrance n.d.r) è un regista che chiede sempre di più ai propri attori, anche se ti sembra di aver dato il massimo e aver portato a casa la scena capitava spesso sul set che girassimo un altro lunghissimo ciak. E poi c’era Alicia, che era sempre così “affamata”. È bello poter lavorare con degli attori che non sono ancora al massimo della fama e hanno fatto non molti film, perché sono affamati, letteralmente. Sono loro che fanno andare avanti il cinema. Alicia mi faceva ricordare come mi sentivo io ai primi tempi e per rispondere a tutta l’energia che portava sul set ho dovuto dare il massimo, esattamente come faceva lei.

Alicia Vikander: Io ero più che terrorizzata, quando ha squillato il telefono ed era Derek (Cianfrance n.d.r) mi hanno dovuto spingere a rispondere. Lavorare con lui e con Michael mi spaventava perché li ammiravo e li ammiro tantissimo. Poi il regista mi ha detto che si aspettava che sul set i suoi attori possano fallire, ma che per lui l’importante è che ce la mettano tutta. E così ho fatto.