LA RINASCITA DEL WESTERN

È l’inizio di una nuova era? Dopo il successo di The Hateful Eight sembra che la nostalgia per il vecchio West stia contagiando tutti, dando così il via alla rinascita del genere western sia al cinema che in tv.

È solo di poche ore fa la notizia che Stefano Sollima dirigerà Colt: una miniserie nata da un’idea di Sergio Leone. I figli del regista de Il buono, il brutto e il cattivo vogliono realizzare con la loro Leone Film Group uno show antologico, sviluppato in un arco di sei episodi in cui la celebre rivoltella passerà tra le mani di diversi protagonisti. Il progetto nacque nel 1987 quando il re degli spaghetti western iniziò a lavorarci insieme a Sergio Donati e Fulvio Morsella. Alla fine però tutto venne accantonato fino a qualche tempo fa quando lo showrunner di Gomorra ha ripreso in mano la sceneggiatura con la collaborazione di Luca Infascelli e Massimo Gaudioso. «L’idea è quella di raccontare come alcuni adolescenti si trasformino in fuorilegge nel West», ha spiegato Raffaella Leone.

Ci vorrà però ancora parecchio tempo prima che Colt arrivi in tv. A precederla quindi saranno The American West e Westworld. Il primo è un progetto prodotto da Stephen David e Robert Redford che ripercorrerà le vite e le gesta di alcune figure leggendarie dell’epoca dei saloon come Jesse James, Billy the kid e Cavallo Pazzo. Gli otto episodi, in onda su Amc a partire dall’11 giugno, saranno delle ricostruzioni documentaristiche che lasceranno spazio anche al racconto di quel mondo nella Storia del cinema. La finzione distopica è invece il fulcro di Westworld: lo show ideato da Jonathan Nolan con Anthony Hopkins che sarà trasmesso da HBO dal prossimo autunno. L’ambientazione western viene ricostruita in un avvenieristico parco dei divertimenti popolato da androidi, riprendendo il plot del film Il mondo dei robot del 1973 con protagonista Yul Brynner nei panni di un robot – pistolero.

Ma la nostalgia per i personaggi in stile Will Kane di Mezzogiorno di fuoco si è fatta sentire anche al cinema. Non si spiegherebbe in altro modo l’arrivo in sala di film come In a Valley of Violence di Ti West con Ethan Hawke e il remake de I magnifici sette popolato da star come Chris Pratt e Denzel Washington. Ovviamente il successo dell’operazione dipende dalla capacità dei registi e degli sceneggiatori di svecchiare alcuni canoni del genere. Un esempio? In Jane Got a Gun Natalie Portman veste i panni di una coraggiosa e fiera cowgirl che imparerà a difendersi da sola dalla minaccia di spietati pistoleri. Ma perché assistiamo alla rinascita del western? Forse perché sono tutti alla ricerca di giustizieri capaci di portare ordine in una realtà selvaggia, anche infrangendo la legge. I nuovi cowboy di fatto non sono altro che la versione più impolverata e ruvida degli Avengers campioni di incassi al botteghino.