Lady Bird, il ritratto indimenticabile di un’adolescente come noi

Lady-Bird film Oscar
Lady Bird

Lady Bird, Usa, 2017 Regia Greta Gerwig Interpreti Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Odeya Rush, Timothée Chalamet, Kathryn Newton, Jake McDorman, Lois Smith, Laura Marano Distribuzione Universal Pictures Durata 1h e 34′

Al cinema dal 1 marzo 2018

LA STORIA – Sacramento è la capitale della California, ma è praticamente ignorata dal resto degli States. E’ lì che vive Christine MacPherson, autoribattezzatasi Lady Bird, adolescente dell’ultimo anno di un liceo cattolico, idealista, infiammabile, spiritosa, naturalmente ribelle (“vorrei tanto vivere qualcosa di memorabile”) e quasi sempre in conflitto con una madre tanto affezionata tanto scorbutica e sarcastica. Sogna di trasferirsi a studiare in un college dell’Est, ma i costi sono elevati e la sua dignitosa famiglia è in imbarazzanti difficoltà economiche e per ottenere borse di studio e sgravi fiscali è necessario rimpinzare il suo altrimenti scarno curriculum scolastico. In quella che sarà la “sua” stagione di crescita, sempre in attesa di innamorarsi, si iscrive così a un corso di teatro.

L’OPINIONE – “Pensa globalmente, agisci localmente” “Chi l’ha detto non ha mai vissuto a Sacramento!”. Odio/amore in contemporanea à la caratteristica della maggior parte dei sentimenti di Lady Bird, coscienza in fiore, troppo sveglia per accontentarsi, troppo perbene per perdersi nelle malevoglie dell’età (e le occasioni non mancano, con i bisogni del sesso che diventano appetito e ragazzi snob fintamente maledetti lì dietro l’angolo alla bisogna). La grande dote di questa commedia peraltro fornita di tutte le ruffianerie per compiacere (il che non è necessariamente un difetto, visto che hanno portato a 5 nomination agli Oscar e due Golden Globe) è una scrittura che struttura ogni personaggio oltre la bidimensionalità della solita funzione narrativa. Mediocri, dolci, caustiche, depresse, sono tutte creature vive e degne di comprensione quelle che agitano una delle più interessanti “avventure” di formazione di questi ultimi anni.

Al centro della scena c’è una adolescente, ma non pensate che sia impastata del solito mix di goliardia demente e brama di vivere la bella stagione dei sogni come tanti film, specie americani, di genere ci hanno abituato e assuefatto: Lady Bird è un personaggio che si diverte, soffre, sbaglia, si arrabbia e pensa, tanto a volte involontariamente crudele quanto repentinamente tenera, insomma vive come noi. Per questo Saoirse Ronan è eccezionale, nonostante abbia già i suoi bei 24 anni (addirittura!) rivive e rimanda tutti i palpiti dell’adolescenza in ambasce con aderenza stupefacente.

Magnifica giovane attrice, non per caso alla sua terza nomination agli Oscar (dopo Espiazione, 2007 e Brooklyn, 2015). E altrettanto non per caso la praticamente debuttante regista (aveva cofirmato un lungometraggio nel 2008, Nights & Weekends) Greta Gerwig, nativa di Sacramento (visto che servono le esperienze autobiografiche?), già piuttosto conosciuta come attrice, ha aspettato i mesi necessari perché l’attrice (che stava recitando in teatro) fosse disponibile. Greta ci avrebbe messo la sensibilità, la scrittura, il sense of humour (sempre fine e partecipe: come non adorare ad esempio l’esilarante finezza con cui tratteggia il sacerdote chiamato a sostituire il collega insegnante di teatro: lui in effetti sarebbe l’allenatore di football e spiegherà le scene della shakespeariana Tempesta da allestire come fossero schemi di gioco!!!), ma solo una mente perspicace e duttile come quella di Saorsie, spettacolare anche nei duelli verbali con la madre interpretata da una sapida e potente Laure Metcalf, avrebbe potuto rendere Lady Bird uno dei più bei personaggi di questa sorprendentemente non banale stagione cinematografica USA.