“Le donne del cinema italiano”: lo sguardo al femminile celebrato alla Mostra di Pesaro

Prima c’erano Lina Wertmuller e Liliana Cavani e poi… a dispetto dei tanti nomi (non tantissimi in verità) che hanno impreziosito la storia dei nostri schermi (ma se guardiamo oltre Chiasso le cose non sono poi così clamorosamente differenti), non è che abbondi la presenza femminile dietro la macchina da presa. Curioso, ma non tanto.

Mentre le donne (intese come personaggi e attrici) sono un punto cardine dello spettacolo (come ricordano le belle note di accompagnamento, Dino Risi diceva che il cinema è “una donna nuda e un uomo con la pistola”), le registe come tali sono quasi un complemento, lo specifico sguardo femminile poi addirittura una benemerita eccentricità.

La Mostra Internazionale del Cinema di Pesaro (16-13 giugno 2018, anno quarto della gestione artistica di Pietro Armocida) concentra il suo focus, ovvero l’evento speciale, proprio su “Le donne del cinema italiano”, con una sezione ad hoc intitolata “We Want Cinema” (il titolo richiama il sapido, militante e femminista film inglese di Nigel Cole, We Want Sex).

Lo fa premettendo quasi una nota, se non positiva almeno ottimistica: se a oggi i film diretti da donne sono poco più del 10 %, nondimeno si moltiplicano le loro presenze attive e qualificate tra i mestieri cinematografici (produttrici, sceneggiatrici, montatrici ecc.) e comunque la firma di alcune cineaste conta (e non poco) anche a livello internazionale (pensiamo a mo’ di esempio al recente successo cannense del film di Alice Rohrwacher Lazzaro felice).

Ma passiamo al menu: cosa propone in cartellone la 54ma edizione della prestigiosa manifestazione? Innanzitutto ovviamente una rassegna di titoli: dalla “madrina” Wertmuller con Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza, a Figlia mia di Laura Bispuri, PADRE di Giada Colagrande, Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini, Ceci n’est pas un cannolo di Tea Falco, Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi, Riccardo va all’inferno di Roberta Torre.

A corredo, ecco la tavola rotonda e la serie di incontri con le cineaste Sonia Bergamasco, Laura Bispuri, Silvia Calderoni, Giada Colagrande, Antonietta De Lillo, Tea Falco, Lucia Mascino, Ludovica Ramboldi, Roberta Torre; cui si aggiunge un volume collettaneo (tutto di saggiste e critiche) dal titolo omonimo, a cura di Laura Buffoni ed edito da Marsilio (detto tra parentesi, l’80mo libro della fondamentale collana Nuovocinema/Pesaro!). Un volume, che si ripromette “un nuovo racconto della storia ma dall’altro alto della barricata” che cerca, anche e soprattutto, di superare contemporaneamente, secondo le parole della curatrice, il soffocante sistema binario uomo/donna con cui quasi automaticamente si pensa e organizza l’ordine delle cose, così dividendo e ghettizzando; una lettura cioé “oltre” l’appassionata e necessaria partigianeria del femminismo. Infine verranno presentati in una specifica conferenza stampa i risultati del progetto DEA – Donne e Audiovisivo, di fatto la più importante raccolta di dati (a cura del CNR con sostegno Siae) sul cinema creato dalle donne sinora in Italia.