“LE GIORNATE DEL CINEMA MUTO”: 5 APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

35 anni di attività, di riscoperte, di capolavori strappati all’oblio del tempo. Le Giornate del Cinema Muto – in programma a Pordenone dall’1 all’8 ottobre) è uno di quegli appuntamenti inevitabilmente (aggiungiamoci un forse di speranza) solo per appassionati, ma anche gioiosamente straordinari, che davvero, per ogni cinefilo doc, sono di quelli da segnalare sul calendario con un circoletto rosso. Oltretutto, sfizio in più, dagli organizzatori è partita l’idea – questo da qualche anno – di legarlo, in qualche modo e nella misura del possibile, all’attualità. Così per questa edizione, come sempre al Teatro Verdi, ecco gli omaggi per i 120 anni di cinema a Venezia, per i 400 della morte di Shakespeare, per le imminenti elezioni Presidenziali USA con materiale documentario d’epoca. Tra tanto ben di Dio è difficile segnalare una cosa particolare a scapito così di un’altra, altrettanto gustosa e meritevole.

Ecco i cinque appuntamenti da non perdere in questi otto giorni di full immersion nel cinema delle origini!

LA DONNA MISTERIOSA

L’inaugurazione è col botto: The Mysterious Lady (ovvero: La donna misteriosa, 1928) è una spy story di Fred Niblo con Greta Garbo. L’attrice intepreta una spia russa che intreccia nella Vienna dei primi anni del secolo una infuocata love story, gravida di conseguenze, con un ufficiale dell’esercito asburgico. Accompagnerà la proiezione l’esecuzione di una partitura originale di Carl Davis che condurrà l’Orchestra San Marco di Pordenone (61 elementi).

OMAGGIO A WILLIAM CAMERON MENZIES

Punto forte del programma di quest’anno è la restrospettiva dedicata a William Cameron Menzies, uno dei maestri riconosciuti della Scenografia (di Hollywood e oltre), a 120 anni dalla nascita. Dovendo scegliere tra tante chicche e proiezioni irrinunciabili (tra cui, almeno queste è obbligatorio citarle: The Dove, 1927, e Tempest, 1928, con John Barrymore, anche perché vinse con loro il primo Oscar di categoria mai assegnato proprio nella prima edizione degli Academy Awards), ci limitiamo a indicare la celeberrima prima versione de Il ladro di Bagdad, 1924, di Raoul Walsh, con Douglas Fairbanks. La proiezione sarà l’avvenimento di chiusura del Festival, con la partitura originale di Mortimer Wilson, riadattata e diretta da Mark Fitz-Gerald , sempre con l’Orchestra San Marco. Da notare che Menzies curò le fantasmagoriche scenografie del film in stile Mille e una notte a soli 28 anni di età!

LA FANTASCIENZA NON È SOLO STAR TREK

La fantascienza non nasce con 2001 Odissea nello spazio o Star Trek! In versione restaurata, vedremo infatti qui Algol-Tragodie Der Macht di Hans Werckmeister, sci-fi espressionista (tedesca) del 1920. Un drammone allucinato basato sul mito di Faust con il magistrale Emil Jannings protagonista.

“NANA” E IL CAPOLAVORO RITROVATO

Jean Renoir è uno dei Grandi Maestri della cinematografia di tutti i tempi. Di lui (ri)vedremo ma in versione restaurata Nana (1926), melodramma realista da Emile Zola dal fascino immortale. Lo segnaliamo anche perché in questa stessa edizione viene proiettato il recentemente ritrovato, tratto dallo stesso capolavoro di Zola, Una donna funesta (1919, ben sette anni prima dunque) di Camillo De Riso.

“IL CONTE DI MONTECRISTO” DA RISCOPRIRE

L’anno scorso una mostruosa versione fiume de I miserabili aveva entusiasmato la platea internazionale lì convenuta. Quest’anno, come dire, si ritenta il “colpaccio”, con un altro classico from France, una versione di quasi 4 ore de Il Conte di Montecristo (1929, ovviamente da Dumas) diretto, come il precedente citato, da Henri Fescourt.