LE MANI SULLA CITTÀ: I SINDACI PIÙ FAMOSI DEL PICCOLO SCHERMO

La data? Il 5 giugno. L’obiettivo? Diventare sindaco. Dopo mesi di dibattiti, alle elezioni amministrative la parola passerà ai cittadini che sceglieranno il candidato che li governerà. Ma come deve essere l’uomo (o la donna) perfetto per questo compito? Qualche indizio ce lo forniscono le serie tv.

Innanzitutto il prescelto deve essere in buona salute. La delicatezza dell’incarico lo richiede, altrimenti le cose potrebbero andare per il peggio. Pensate ai protagonisti di Marseille e Boss. Entrambi non sono nelle condizioni fisiche per esercitare il potere ma non accettano l’idea di fare un passo indietro. E non riconoscere i propri limiti può portare a conseguenze nefaste: c’è chi vende l’anima al diavolo come Richard Wilkins in Buffy – L’ammazzavampiri e chi stringe patti con la mafia come Joe Quimby de I Simpson o il corrotto primo cittadino di Gotham, Aubrey James, a cui presta il volto Richard Kind. E poi c’è il folle Adam West che cambia le regole della democrazia a proprio piacimento ne I Griffin. Meglio quindi fare affidamento su persone dai sani principi. Ricordate il sindaco di Twin Peaks?

Per amministrare il potere serve qualcuno che lavori per il bene comune e si opponga al malaffare. Un esempio? Nick Wasicsko, interpretato da Oscar Isaac in Show me a Hero. Ma uomini così straordinari sono rari: spesso ci si trova di fronte a politici che nessuno conosce, come è stato ironicamente dimostrato da Bill Murray in Parks and Recreation, oppure si ha a che fare con candidati pronti a tutto per soddisfare la propria ambizione sullo stile di Thomas Carcetti in The Wire. Il dubbio quindi è che abbia ragione Frank Underwood: «La democrazia è sopravvalutata».