LE MERAVIGLIE

[highlight color=orange ]COLPO DI FULMINE[/highlight]In sala dal 22 maggio

Italia, 2014 Regia Alice Rohrwacher Interpreti Maria Alexandra Lungu, Alba Rohrwacher, Sam Louwyck, Monica Bellucci Sceneggiatura Alice Rohrwacher Produzione Tempesta/Carlo Cresto-Dina, Rai Cinema Distribuzione Bim Durata 1h e 51′
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IL FATTO — Nella campagna tra Umbria, Toscana e Lazio vive la famiglia di Gelsomina e delle sue tre sorelle, Marinella, Caterina e Luna. Il padre Wolfgang e la madre Angelica hanno costruito nel loro casale bisognoso di ristrutturazioni “a norma” un piccolo fortino contro la modernità, seguendo un’utopia che li spinge a vivere dei prodotti della loro terra. Come il miele.
Gelsomina, meno refrattaria al cambiamento, subisce l’eccessivo rigore di quel padre spesso arrabbiato e sogna quell’altrove che sembra arrivare con l’arrivo in casa di un bambino tedesco disadattato e di un gioco televisivo a premi che potrebbe cambiare il destino del fortunato vincitore.
L’OPINIONE — Unico film italiano in concorso a Cannes, Le meraviglie di Alice Rohrwacher, alla sua opera seconda dopo il sorprendente esordio di Corpo celeste (2011), parte da frammenti autobiografici (forse siamo intorno alla metà degli anni ’90 a giudicare dalla canzone di Ambra, T’appartengo, che una delle bambine balla e canta), per inventare una solida e poetica “fiaba materica”, come la regista stessa l’ha definita, sulla fine di un’utopia. Quella che nel Sessantotto voleva disintegrare la famiglia, oggi unica scialuppa di salvataggio nel tempestoso mare del disastro generale. Come quel lettone trascinato sotto il cielo dove si rifugiano genitori e figlie. La campagna non è l’oasi pura, incontaminata e fuori dal tempo spacciata dalle agenzie turistiche, ma luogo di lavoro e sudore, dolorose trasformazioni e laceranti conflitti. Eppure c’è ancora posto per l’incanto, come un’ape che esce dalle labbra che si schiudono o un cammello, incarnazione di sogni infantili arrivati fuori tempo utile e ormai rimpiazzati da altre dirompenti meraviglie.
Alice conferma la sua capacità di affrontare con intelligenza, profondità e semplicità temi urgenti e cruciali interrogando presente, passato e futuro del nostro Paese come pochi in Italia sanno fare. E riflettendo sul bisogno di perdonare e perdonarsi, trattando con tenerezza i propri fallimenti e fragilità. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola hanno nel film la forza della verità che arriva anche dalla totale adesione degli attori ai rispettivi personaggi, a cominciare dalla straordinaria Maria Alexandra Lungu (Gelsomina), che sul set ha imparato il segreto delle api, per proseguire con Alba (la madre Angelica), dolcissima e accogliente, più naturale e vitale che mai, Sam Louwyck (il padre Wolfgang), che a quell’uomo così rabbiosamente ancorato ai propri ideali e prigioniero di lingue che parla a fatica regala uno spessore speciale, e infine Monica Bellucci (la star televisiva Milly Catena), icona pronta a togliersi coraggiosamente la maschera mostrando la donna che c’è sotto.
SE VIÂ È PIACIUTO GUARDATE ANCHE… Europa ’51 (1952) e Viaggio in Italia (1954) di Roberto Rossellini, il regista che ha forse più influenzato la Rohrwacher, ma anche il documentario Stop the Pounding Heart (2013) di Roberto Minervini, che racconta un’altra famiglia resistente al cambiamento.  — Alessandra De Luca

Nella foto in apertura: Alba Rohrwacher (35 anni) con le giovani protagoniste de Le meraviglie.