Le nuove vie della visione: due film straordinari da vedere on demand

Hanno saltato la sala per arrivare direttamente in streaming. Ecco perché non potete perdere I Miserabili e Favolacce

Prima o poi i cinema riapriranno. Questo è certo. Un po’ meno certo è come dovranno organizzarsi le sale per consentire la visione al pubblico.

Intanto, mentre ci si macera nell’attesa e nei dubbi, la distribuzione nazionale escogita nuove forme e possibilità di visione casalinghe di opere, in sicurezza. Come le piattaforme per tv o su internet.

La novità è che non stiamo parlando di film che hanno già effettuato il loro primo giro nelle sale e ora vengono riproposte dalle varie piattaforme televisive on demand (Sky Primafila, TimVision, Chili, Infinity, Google Play, CG Digital, Rakuten TV). Qui si tratta di vere anteprime. In qualche caso di film pregevoli.

Come questi due titoli straordinari, tra i gioielli più puri della stagione, attualmente disponibili su web e piccolo schermo.

Sono due film che oltre a possedere una straordinaria esuberanza visuale e una costruzione  articolata, concentrata e appassionata (opere d’autore dunque) sul senso disperato della vicenda narrata, trovano una casuale (ma forse neanche tanto, lo spirito del tempo c’entra qualcosa) comunanza anche nel fatto che al centro di drammi collettivi (nessuno è innocente) e personali ci stanno i bambini, in gruppo, che il contesto dell’esistenza ha sradicato, dis-animato, intossicato prima ancora di poter pienamente crescere.

Avevamo inserito i fratelli D’Innocenzo, neanche tanto tempo fa, in una ristretta lista internazionale dei nomi dei giovani autori da tenere assolutamente d’occhio (qui l’elenco). Il loro Favolacce, premio a Berlino per la Sceneggiatura, è una folgorante conferma del loro multiforme e mai superficiale talento. Nella torrida afa estiva a Spinaceto, periferia di Roma, un gruppo di ragazzini vive/soffre l’assoluta alienità rispetto ai propri genitori sino alle conseguenze più dure.

Con la voce narrante di Max Tortora che legge il diario (trovato per caso) di una di loro, un’ineluttabile tragedia viene seguita capitolo per capitolo in un crescendo di tensione spesso difficilmente sostenibile. A partire dalla prima scena, già capace di creare nello spettatore un disagio psicologico destinato a crescere con l’emotività del seguito: una famiglia “tipo”, padre (un impressionante Elio Germano formato psicotico), madre e due fratelli (la più piccola è anche l’autrice del diario), stravaccati su un divano assorbono senza apparente reazione il reportage televisivo di un disperato e atroce fatto di sangue accaduto in un’altra famiglia “tipo”. Di più non diremo. Eccoci entrati così in un mondo senz’anima. Solo nevrosi, in cui i più indifesi non possono farvi fronte. Un mondo che è il nostro.

Altrettanto realista (e significativo), lo sguardo dal di dentro di una situazione di non belligeranza ai limiti che si respira nella banlieu parigina (a Montfermeil) ne I miserabili (disponibile anche nella piattaforma di Miocinema.it) di Ladj Ly, cineasta di origine maliana che lì vi è cresciuto. Tre poliziotti gestiscono l’equilibrio sociale (più che altro ci navigano sopra), tra tracotanza (tranne l’ultimo arrivato, appena arrivato dal nord della Francia) e una tensione che tritura i loro nervi. In questa pace ribollente in cui unici garanti sono dei boss di quartiere, alcuni ragazzini sono la variabile impazzita, quella capace di distruggere ogni faticato equilibrio. Causa scatenante? Il furto di un cucciolo di leone a un circo di zingari da parte di uno di loro. Non diremo di più.

Fatto sta che in questo poliziesco sociale pronto a precipitare nella catastrofe e nella guerra (qualcuno si ricorda L’odio di Kassovitz? O anche il fracassone e simpaticamente “cretinetto” Banlieu 13 e qui se la mente corre anche a Distretto 13 di Carpenter potrebbe non essere casuale), odi tribali, legge della giungla urbana e disperazione sociale complottano verso la via senza ritorno. Un mondo che è anche il nostro (visto che a Parigi scontri urbani nel recente passato si sono verificati davvero). Rivelazione a Cannes (premio della Giuria), ha rappresentato la Francia agli ultimi Oscar, acclamato e premiato in vari festival.

Insomma, il grande cinema non è in letargo da quarantena. Ed è grande anche sul piccolo schermo.