L’Olocausto in sala: i 5 film più importanti e commoventi sulla Shoah

"Who Will Write Our History" 2016
dir Roberta Grossman


Il 27 gennaio di ogni anno è “Il giorno della Memoria”. Una ricorrenza internazionale, istituita per non scordare mai la terribile tragedia dell’olocausto. Il cinema ha cominciato a occuparsi concretamente della Shoah nel 1955, con un documentario di Alain Resnais, Notte e nebbia, un capolavoro agghiacciante di 30 minuti, in cui tra l’altro per la prima volta venivano proiettati in pubblico alcuni materiali d’archivio che testimoniavano le atrocità naziste nei campi di sterminio. In seguito, altri documentari hanno dato il loro contributo per costruite una memoria anche visiva di quello che avvenne. Tra questi non possiamo non citare Shoah (1985), di Claude Lanzmann, 613 minuti di interviste e racconti di testimonianze di sopravvissuti dai ghetti e dai lager.

Questa settimana nelle sale vengono proiettate inoltre altre due opere non fiction sull’argomento: I bambini di rue Saint-Maur 209 di Ruth Zylberman (distr. Lab 80), storia di un caseggiato abitato essenzialmente da ebrei durante l’occupazione tedesca di Parigi e Chi scriverà la nostra storia di Roberta Grossman (distr. Wanted e Feltrinelli), che racconta l’impresa della Oyneg Shabes (La gioia del sabato), ovvero come un gruppo di intellettuali ebrei richiusi assieme ad altri 450 mila nel ghetto di Varsavia si organizzò per raccontare la vera storia di quella prigionia, premessa della deportazione, per la futura memoria di chi sarebbe sopravvissuto.

Ma quali sono stati i film più importanti e commoventi che si sono occupati della Shoah? Noi tra i tanti ne abbiamo scelti cinque, i più conosciuti e indimenticabili.

1. L’UOMO DEL BANCO DEI PEGNI
(The Pawnbroker,USA, 1964). Di Sidney Lumet. Con Rod Steiger, Geraldine Fitzgerald.

Sopravvissuto al campo di sterminio, Sol Nazerman gestisce un negozio di pegni ad Harlem. L’esperienza vissuta lo ha reso duro e glaciale, solo l’amicizia col commesso Jesus Ortiz potrà un giorno “umanizzarlo”. Primo film prodotto in USA a parlare dell’Olocausto (che viene rievocato in brevissimi flashback), scandalizzò anche per le sue scene di nudo. Premio a Steiger al festival di Berlino.

2. SCHINDLER’S LIST
(id., USA, 1993). Di Steven Spielberg. Con Liam Neeson, Ralph Fiennes.

Come l’imprenditore tedesco Oskar Schindler, utilizzando personale ebreo riuscì a salvarli dalla deportazione e dall’assassinio. All’inizio l’uomo è solo un astuto affarista, poi si rende conto della crudeltà delle SS e ne farà una questione personale. Da una storia vera (solo leggermente romanzata), un emozionante kolossal in bianco e nero (tranne il cappotto rossissimo di una bambina, immagine rimasta nella storia del cinema). 7 i premi Oscar vinti.

3. LA VITA E’ BELLA
(Italia, 1997). Di Roberto Benigni. Con R. Benigni, Nicoletta Braschi.

La vita di Guido Orefice scorre appassionata in quel di Arezzo, specialmente dopo che ha sposato la non ebrea Dora ed è nato Giosuè. Ma vengono catturati dai nazisti, separati e portati in un lager. Lì, Guido farà di tutto per proteggere il figlio, fingendo di essere in un gioco a premi. L’attore toscano conquista il mondo con un racconto che mescola arditamente comicità e tragedia. 3 Oscar a film, attore e colonna sonora di Nicola Piovani.

4. TRAIN DE VIE
(id., Francia/Belgio/Romania/Israele/Olanda, 1998). Di Radu Mihaileanu. Con Lionel Abelanski, Michel Muller.

Anno 1941. Lo scemo del villaggio ebraico, Shlomo, ha una visione: i nazisti arriveranno presto a deportare tutti. La soluzione? Con un treno andare in Palestina passando per la Russia. Per farlo farà travestire metà popolazione in soldati tedeschi, l’altra in prigionieri. Tutti si trasferiscono su un vecchio treno attrezzato e partono. Epica avventura o sogno di un prigioniero? Storia commovente e originale, premiatissima in tanti festival (compreso Venezia).

5. IL FIGLIO DI SAUL
(Saul fia, Ungheria, 2015). Di Laszlo Nemes. Con Gèza Rohrig, Levente Molnar.

Saul fa parte del Sonderkommando, un gruppo di prigionieri ebrei obbligati ad aiutare i carcerieri nazisti nella loro opera di sterminio. Mentre ripulisce una camera a gas, si accorge che un ragazzino misteriosamente sopravvissuto viene soppresso dai medici. Di colpo, la decisione: sostenendo che si tratti di suo figlio, cerca un rabbino che dia una degna sepoltura. Abbacinante dramma di insostenibile potenza espressiva. Oscar come miglior film straniero.