BERLINO 2016: “ALONE IN BERLIN” APRE UNA PAGINA SCONOSCIUTA SUL NAZISMO

Quando sembra che tutto sia stato raccontato sul nazismo in Germania, arriva un film a rievocare una pagina sconosciuta di quell’oscuro periodo, un episodio dimenticato, uomini e donne come tanti che la Storia ha trasformato in eroi silenziosi. Oggi è accaduto con Alone in Berlin, diretto dall’attore Vincent Perez e in concorso alla Berlinale, che a partire dall’ultimo romanzo di Hans Fallada, Ognuno muore solo, diventato un best seller nel 2010, offre il ritratto di un paese terrorizzato dal regime. Questa storia vera, che si svolge tra il 1940 e il 1943, ha per protagonisti Anna ed Otto Quangel (Emma Thompson e Brendan Gleeson), costretti a fare i conti con la morte del figlio al fronte proprio all’indomani della vittoria della Germania sulla Francia. Consapevoli che tutte le promesse del Führer sono menzogne destinate a fare strage di altri figli, danno inizio a una personale resistenza diffondendo clandestinamente per la città cartoline scritte a mano allo scopo di fermare Hitler. Solo 18 dei 258 messaggi non furono denunciati allo Gestapo, eppure i loro sforzi non furono vani.

Emma Thompson e Daniel Brühl
Emma Thompson e Daniel Brühl

«Quando le persone fanno e dicono cose giuste – dice il regista – le loro azioni e le loro parole sopravvivono nel tempo, gettano semi destinati a germogliare. Quello di Otto e Anna non è un sacrificio inutile e il finale del film parla di speranza ». «Tra gli aspetti più interessanti del film ci sono il ritratto della vita a Berlino a quell’epoca e il racconto di un matrimonio che ritrova la sua forza nonostante un grave lutto. Alone in Berlin è un film sul coraggio di fare cose impopolari, ma giuste. Anna e Otto moriranno in pace con se stessi perché sanno di aver agito in nome del bene e della verità ».

E Daniel Brühl che nel film interpreta il commissario di polizia che riuscirà a coprire l’identità del misterioso sabotatore del regime aggiunge: «Il mio personaggio rispecchia lo stato d’animo di tante persone che vivevano in Germania durante il regime nazista: non erano eroi come Otto capaci di dire la verità a rischio della propria vita, ma sentivano crescere dentro se stessi un grande disagio per un paese nel quale non si riconoscevano più ».

Alessandra De Luca

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