CANNES, DIARIO DI BORDO #1: DALLA FURIA DI “MAD MAX” ALLA COPPIA IN BIANCO E NERO DI PHILIPPE GARREL

Philippe Garrel
Philippe Garrel

Proprio in contemporanea con le esplosioni in surround di Mad Max: Fury Road, oggi apriva la Quinzaine des Réalisateurs con l’ultimo film di Philippe Garrel, L’ombre des femmes in un magnifico bianco e nero. Poco dopo, Matteo Garrone e il suo cast di stelle animavano la conferenza stampa del fiabesco barocco Il racconto dei racconti.

Cannes apre nel modo migliore: mostrando tutte le declinazioni del cinema contemporaneo, dal pop-atomico al fantasy d’autore, fino al potente flusso di coscienza in bianco e nero di Garrel.

L’ombra delle donne
Lui, lei, il cinema e i tradimenti. Garrel imbastisce una sorta di cinema-flusso, suggestivo riflesso di specchi, volti e solitudini. Pierre e Manon sono una coppia di registi indipendenti in crisi creativa e sentimentale. Lui troverà un’amante ossessiva e innamorata, lei ha un altro uomo per colmare vuoti affettivi. Racconta la voce fuori campo: «Lui non voleva lasciarla, lei non voleva lasciarlo. Si lasciarono… ». Questa battuta rappresenta efficacemente l’umorismo amaro con cui Garrel mette a fuoco l’assurdità – e al contempo la prevedibilità – delle relazioni umane e di coppia. Il documentario (il film nel film) si rivela una colossale menzogna se le persone che si raccontano non sono sincere. Il montaggio forse – ma anche l’ombra delle donne del titolo? – potrà salvarci.

Après mai
Prima di L’ombre des femmes è stato proiettato un cortometraggio di Garrel che era andato perduto: Actua 1, uno dei lavori realizzati dall’autore francese nel corso del maggio del ’68, tra scontri con le forze dell’ordine, manifestanti con maschere antigas improvvisate e voci fuori campo che citano De Sade. «Questo mio breve film era andato perduto » ci racconta il regista. «Se è ancora attuale il merito è tutto di De Sade che viene letto fuori campo! In Francia verrà proiettato prossimamente accompagnato a un altro mio film girato allora, nel maggio ‘68: Le révélateur! ».

Tale of Tales
Tale of Tales

Il più grande dei racconti
L’onore del primo giorno di concorso va al magico Racconto dei racconti di Matteo Garrone. Una forma cinema unica e potente, che non cerca facili scappatoie pop e prende ispirazione da Giambattista Basile, l’autore che con le sue fiabe visionarie influenzò Perrault e i fratelli Grimm. In conferenza l’autore italiano ha dichiarato: «Nell’opera di Basile c’è una ricchezza straordinaria di personaggi, fantasia, storie meravigliose ed estremamente moderne. Pur rendendomi conto che si trattava di un progetto estremamente ambizioso, ho sentito l’esigenza di “portare in scena” quei racconti così archetipici e senza tempo. E sono riuscito a coinvolgere attori straordinari (da Salma Hayek a Vincent Cassel, passando per John C. Reilly, nda) ».

Luca Barnabé