CANNES, DIARIO DI BORDO DEL 20 MAGGIO: IL GIORNO DI “YOUTH”, I CULT E GLI “SCULT” DI OGGI

Da Cannes due anni fa ebbe inizio il successo di La grande bellezza che portò Sorrentino fino all’Oscar. Quest’anno torna con uno dei film più convincenti di tutto il concorso. Oggi è stato il giorno di Youth, dalle proiezioni alla conferenza più affollata, con un supergruppo di attori giovani e meno giovani in cui svettano Michael Caine e Jane Fonda

La grande giovinezza
In attesa di Audiard è Paolo Sorrentino, con Youth, ad appassionare la maggior parte dei critici del Festival. La giovinezza si rivela un film potente, sentito, a suo modo “semplice e bellissimo” (come le partiture del protagonista, Simple Songs). Un cast internazionale straordinario in cui spicca il “direttore d’orchestra” Michael Caine. Davvero poche sbavature (l’attore travestito da Hitler, il monaco che lievita).
Struggente.

I due momenti Cult del giorno
Lo charme e il sorriso senza età di Jane Fonda che, per inciso, poche sere fa ha cenato a base di cous cous e tè caldo alla menta in un ristorante locale lontano anni luce dal lusso, i tappeti rossi e i riflettori.

Quando alla conferenza di Youth, Sir Michael Caine si trasforma in irresistibile mattatore inglese, politicamente scorretto, brillante, la battuta caustica. Racconta di quando ha incontrato la regina d’Inghilterra nella realtà: «Ricordo che mi ha detto qualcosa del tipo: “Lei fa il suo lavoro ormai da un tempo infinito!”. Stavo per replicare: “…beh anche lei!”, poi ho pensato a mia moglie, all’etichetta e al fatto che la Signora avrebbe potuto farmi decapitare all’istante, allora ho abbozzato e sono rimasto zitto. Un’altra volta mi ha chiesto: “Conosce qualche buona barzelletta?”. “Nessuna riferibile a sua Maestà!” ho risposto. A quel punto me ne ha raccontata una lei, ma la cosa più antipatica è che non me la ricordo proprio! »

Lo Scult del giorno
Alcuni vigili della zona Montée de Marche alle nove di sera fischiano per fermare i pedoni alle strisce pedonali e consentire alle auto della delegazione di passare. Se malauguratamente un pedone si getta in tempo per passare (dopo il fischio e subito prima dell’arrivo delle auto) i gendarmi gli urlano contro, vanno a prendere il pedone ribelle e lo trascinano a forza, come si trattasse di un delinquente, di nuovo dall’altro lato della strada, ad attendere il loro permesso. Tentano così rozzamente di dissuadere chi si azzarda a rifarlo ancora. È successo – davanti ai nostri occhi – a una collega in ritardo per una proiezione.
Giù le mani, s’il vous plaît!

Luca Barnabé

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(foto di Pietro Coccia)

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