CHI È SENZA COLPA: LA RECENSIONE

The Drop Usa, 2014 Regia Michaël R. Roskam Interpreti Tom Hardy, Noomi Rapace, James Gandolfini Sceneggiatura Dennis Lehane Produzione Peter Chernin, Dylan Clark Distribuzione Fox Durata 1h e 46′

In sala dal 

19 marzo

Bob Saginowski è un introverso e apparentemente tranquillo gestore di un bar a Brooklyn, aiutato dal cugino Marv, ex proprietario del locale. In realtà il posto è un centro di raccolta soldi/tangenti di una rete mafiosa cecena (i veri proprietari) e Bob cerca soprattutto di barcamenarsi in precario equilibrio. Che si spezza quando prende a cuore le sorti di un pitbull ferito e poi di una tribolata vicina di casa, con un ex amante tanto sballato e smargiasso da progettare ricatti e rapine proprio in quel pub.

Molto è già successo quando varchiamo la soglia del locale. Ma lo scopriremo solo nel prosieguo, nel viluppo di sensi di colpa («un uomo di successo può nascondere il suo passato, ma un fallito passa il resto della vita ad affogare nel proprio »), rivalse e segreti che impestano l’anima e la mente di molti personaggi. Siamo nel pathos del noir, quello più legato all’ineluttabilità del destino secondo il copione classico, nonostante la nuova e violenta criminalità che impazza. Tanti gli assi in questo ottimo mazzo: la sceneggiatura, premiata a San Sebastian, di Dennis Lehane (Mystic River, Gone Baby Gone, Shutter Island), da un suo racconto (in originale Animal Rescue) ora pubblicato anche da noi dalla Piemme (€ 16,50), ovvero uno dei più brillanti giallisti in circolazione (le battute dei suoi dialoghi sono, come scrivevano una volta i giornalisti sportivi, “al fulmicotone”); la regia del giovane belga Michael R. Roskam (suo Rundskop, da recuperare), che non mostra soggezione a lavorare di anticlimax e malinconico realismo anche aldilà dell’Oceano; un protagonista come Tom Hardy che riempie di tensione ogni scena con movimenti minimali, come pochissimi in attività sanno fare. Senza contare che vi recita – impeccabilmente – anche James Gandolfini (morto nel 2013 a Roma) perciò alla sua ultima apparizione su schermo.

Massimo Lastrucci

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