“EX MACHINA”: LA RECENSIONE!

Id. Gran Bretagna, 2015 Regia Alex Garland Interpreti Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander, Sonoya Mizuno, Corey Johnson Distribuzione Universal Durata 1h e 48′ Vai al sito ufficiale

In sala dal 

30 luglio

Il brillante programmatore Caleb viene invitato dal proprio leggendario boss, il genio della cibernetica Nathan, nella sua inaccessibile e superaccessoriata villa sperduta nella brughiera del nord. Lì riceve un incarico, testare il livello di coscienza dell’ultima “creatura” del bizzarro inventore/imprenditore, Ava, un computer in forma quasi femminile, super evoluto e dotato di sessualità. Caleb intuisce che qualcosa non torna ma è anche – e non per caso – turbato dal fascino sensuale dell’Intelligenza Artificiale. L’atmosfera si caricherà di tensione, tra uno scienziato dagli scopi imperscrutabili, un ricercatore troppo sensibile e manipolabile e un robot apparentemente indifeso.

Un fantathriller dalle atmosfere raffinate e ovattate che senza dirlo rimanda a tante storie gotiche del passato (presente Frankenstein?). L’esordiente regista Alex Garland è – tra i vari precedenti lavori – lo sceneggiatore di Non lasciarmi e questo qualcosa dovrebbe suggerire agli amanti del genere. Ovvero uno spunto classico: se sia lecito dare la vita e quali possono essere le conseguenze («Se può creare una macchina cosciente non è Storia dell’Uomo à Storia degli Dei » Caleb dixit), addizionato da nevrosi contemporanee e dall’eleganza dell’ambientazione (la spaccatura tra gli interni algidi e supersofisticati – alle pareti spicca una tela di Jackson Pollock oggetto di meditazioni- e l’esterno della natura meravigliosamente non intaccata). Nel cast, le opposte affascinanti bellezze di Alicia Vikander e Sonoya Mizuno (è una specie di silenziosa inquietante maggiordoma), Domhnall Gleeson, il primogenito del grande Brendan dalla faccia di “uno di noi”, più Oscar Isaac che si diverte spesso a recitare nascondendo le proprie fattezze (qui con tanto di barba mediorientale e modi fintamente spicci e alla mano). Un film comunque interessante, con la parola al posto dell’action (tranne la fine), che per essere convincente in toto avrebbe dovuto mostrare (forse) una maggior incisività nelle caratterizzazioni e in qualche sviluppo di trama.

Massimo Lastrucci

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