EXODUS- Dei e re

Exodus: Gods and Kings Usa, 2014 Regia Ridley Scott Interpreti Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro Sceneggiatura Adam Cooper, Bill Collage, Jeffrey Caine, Steven Zaillian Produzione Peter Chernin, Mohamed El Raie, Mark Huffam, Michael Schaefer, Ridley Scott, Jenno Topping Distribuzione Fox Durata 2h e 30′ Vai al sito ufficiale 

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15 gennaio

Brillante condottiero e mentalità illuminata, Mosè gode della stima e del favore del Faraone Seti. Un po’ meno di quella del figlio Ramses, invidioso e intrigante. E quando questi sale al trono si compie il destino di un popolo. Esiliato e scampato a un attentato, Mosè riscopre le sue radici e quando il Messaggero di Dio gli appare e gli dice di tornare in Egitto e liberare gli ebrei dalla plurisecolare schiavitù e guidarli nella terra degli avi, lui accetta, conscio della difficoltà ma inconsapevole della terribile strategia divina al riguardo. Seguono torture, piaghe bibliche, esodo, apertura del Mar Rosso e dettatura dei 10 comandamenti.

“Lascia andare il mio popolo!” Indimenticabile Charlton Heston che nel turgido I dieci comandamenti – così De Mille che più De Mille non si può – si consegnò alla mitologia cinematografica e anche alle ironie e agli sberleffi degli irriverenti (memorabile la rivista Mad che in una parodia a fumetti lo infilava ogni tot vignette a declamare la frase, con due tipi che commentavano: “Ahò, una volta che impara una battuta non se la dimentica più!”). Come evitare il ridicolo del sandalone quando si affrontano temi così? Infatti non si può, almeno non come Ridley Scott ha scelto di adattare (con la consueta malizia del cinico). Il Mosè di Bale (pettinatura moderna aria beatnik) è un progressista illuminista, di millenni in anticipo sui tempi, tanto da osare bisbetiche polemiche umanitarie con il Ragazzo Divino che gli appare e lo guida. E nello sfarzo kitch dei costumi da Carnevale Upim, agli attoroni ingaggiati resta solo la difesa del proprio nome. Kingsley e la Weaver scelgono di stare defilati e godersi il cachet, John Turturro mento storto nei panni del Faraone Seti è invece decisamente fuori luogo mentre Joel Edgerton nei panni dei Ramses brancola cercando una via che relativizzi un po’ il ruolo da villain bruto che la Bibbia gli assegna (ma il suo sguardo ogni tanto stranito ne rivela l’impasse). Meglio va con gli FX e il 3D, con l’episodio del Mar Rosso che si apre che sta a metà tra il passaggio di un bagnasciuga e lo tsunami improvviso (e come Mosè e Ramses scampino è il vero super effetto speciale involontario). Che dire di più? Furbetto come quasi tutto il cinema dell’abile Ridley, incongruo nei tentativi di riammodernamento-razionalizzazione, può persino provocare spassosità non preventivate.

Massimo Lastrucci

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