“I DELITTI DEL BARLUME”: ANTEPRIMA 3ª SERIE!

Dopo i successi delle precedenti due stagioni, su Sky Cinema (l’11 e il 18 gennaio) si torna sotto l’ozioso sole di Pineta, dove al BarLume di Massimo Viviani-Filippo Timi (e degli splendidi ”bimbi”) è tempo di altri, intricati misteri!

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Divorziato, immaturo e brillante: interpreto da Filippo Timi, Massimo ”Il” Viviani ha lasciato (volontariamente) gli studi per dedicarsi al mitico BarLume.

Avete presente lo stesso mare delle vostre estati, quando tornando in quello spicchio di sole e rivedendo gli stessi volti, i luoghi e perché no, gli stessi amori, vi assale una sensazione di essere in una sorta di seconda famiglia? Ecco, quella stessa (beata) sensazione, viene fuori guardando la miniserie I Delitti del BarLume, giunta alla sua terza stagione dopo i successi del 2013 e 2015. Infatti, tratta dai romanzi di Marco Malvaldi (editi da Sellerio), prodotta da Sky Cinema e Palomar, e in onda con le sue due nuove puntate l’11 e il 18 gennaio sulla stessa Sky Cinema, la serie ci riporta tra le briscole del famoso BarLume dell’immaginaria Pineta, nel caldo (in tutti i sensi) litorale tra Pisa e Livorno. Questo microcosmo fatto di toscanità, pettegolezzi e delitti (di provincia), è gestito dal caustico ”barrista” Massimo ”Il” Viviani con la passione per la matematica, il chinotto, i crimini e l’immaturità sentimentale, e interpretato con straordinario appeal da Filippo Timi. Intorno a lui, la fedele ”banconista” Tiziana (Enrica Guidi), l’affascinante ma sfuggente commissario Vittoria Fusco (Lucia Mascino) e, personaggi riuscitissimi e memorabili, i famosi quattro ”bimbi”: Emo, Pilade, Gino e Aldo (Alessandro Benvenuti, Atos Davini, Marcello Marizali e Massimo Paganelli) che, con qualche anno di troppo e la battuta sempre pronta, fanno da cornice agli intricati misteri di Pineta.

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Il bancone del BarLume con l’ironica Tiziana, amore rincorso (e ricorso) da Massimo. Ad interpretarla Enrica Guidi, livornese doc.

SOLITO BAR, INSOLITI SOSPETTI

I due nuovi episodi de I Delitti del Barlume, entrambi diretti da Roan Johnson ed aperti dalla splendida sigla disegnata a mo’ di cruciverba (la canzone originale, “Fidati di Me”, è cantata da Simona Martino; mentre le illustrazioni sono di Simone Antonucci), riprendono le dinamiche frizzanti delle passate due serie, con Massimo, nella roccaforte del BarLume, in bilico con i ricordi degli amori passati e l’inettitudine (voluta) nel dedicarsi alla stessa donna. Una donna, in questo caso, che ha un doppio volto: quello possibile e procace di Tiziana, e l’altro impossibile e sfiorato della detective Fusco. Naturalmente, tra una bischerata e l’altra, non mancheranno gli insoliti gialli, costruiti alla perfezione, alternando la commedia, l’indagine e anche un pizzico di action. Nel primo episodio, “Telefono Senza Fili” (in onda l’11 gennaio su Sky Cinema 1), tutto ruota attorno alla morte del mago ciarlatano Atlante che, conservava i segreti di Pineta. Il caso, come se non bastasse, è ancora più ingarbugliato, perché alla sua morte pare legata la scomparsa di una nota ristoratrice del posto. L’altra puntata, “Azione e Reazione” (in onda il 18 gennaio), tratta dalla raccolta di racconti “Ferragosto in Giallo” di Malvaldi, si tinge ancor più di oscuri misteri, perché al BarLume arriva un turista che, bevendo un drink, muore avvelenato. Così sorge un dubbio: l’obbiettivo era il turista o lo stesso Massimo? E chi mai vorrebbe fare del male ad un immaturo barista che, per (s)fortuna, si ritrova sempre al posto sbagliato nel momento giusto?

TOSCANITÀ, ORIGINALITÀ E QUALITÀ

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Curiosità: il personaggio di Vittoria Fusco, interpretata da Lucia Mascino, nei libri di Malvaldi non è una donna, bensì un uomo.

Le produzioni Sky, da Romanzo Criminale a Gomorra, passando per 1992, ci hanno sempre abituato ad una grande qualità narrativa e scenica, dal forte respiro internazionale. Pur con le ovvie ed enormi differenze, I Delitti del BarLume, con la sua missione pop e spensierata, è un perfetto esempio di ibrido – giallo che si allarga al thriller, sempre legato alla commedia sfrenata – che abbraccia un variegato pubblico, ammaliato dalla toscanità, coinvolto dalle storie e legato ai protagonisti per il loro essere genuini, comuni e ”semplici”: Massimo che fa del pettegolezzo un teorema, ”ficcando il naso” involontariamente ed istintivamente tra le indagini (e le lenzuola) della Fusco, attorniato poi dagli scherzi tra i ”bimbi”: un tripudio di spassionato cameratismo e voglia di restare per sempre giovani e gloriosi (riuscendoci e facendoci sorridere). Il tutto senza scordare la confezione finale: se la regia di Johnson gioca con la quarta parete, con i dettagli che sono indizi per le indagini e con la notevole fotografia curata da Davide Manca, le irresistibili storie di Malvaldi prendono vita in un tripudio di comicità e di trovate che fanno de I Delitti del BarLume una delle serie televisive italiane più riuscite degli ultimi anni. Perfetta da vedere sul divano, magari sorseggiando un bel chinotto (si sa, al BarLume, dopo le 15, il cappuccino è rigorosamente bandito!).

Damiano Panattoni

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Massimo con i ”bimbi”. Sullo sfondo l’inventata Pineta, che in realtà è Marciana Marina sull’Isola D’Elba, set della produzione.

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