IL GRANDE RITORNO: STEFANO SOLLIMA RACCONTA GOMORRA 2

Poco prima dell’inizio della seconda stagione di Gomorra, in onda dal 10 maggio su Sky Atlantic HD, Stefano Sollima, regista e show runner della serie, era a Los Angeles. Non si trattava solo di un viaggio di piacere, visto che stava lavorando a diversi progetti come il nuovo serial ZeroZeroZero dal libro di Saviano e, forse, al primo film americano, ma la sua presenza in California ha acquistato immediatamente anche un valore simbolico, legato alla definitiva conquista dell’America da parte di Gomorra, prodotta da Sky con Cattleya e Fandango, in associazione con Beta Film. La conquista dell’America è cominciata con le critiche trionfali di testate come Variety e Hollywood Reporter, che hanno paragonato la serie a titoli cult come The Wire e Breaking Bad, mettendo così per la prima volta sullo stesso piano un prodotto italiano e la grande serialità americana, ma si concretizzerà poi quest’estate, proprio nella stagione più importante non solo per il cinema ma anche per la televisione, quando debutterà sulla prestigiosa Sundance Tv, emanazione del festival indie di Robert Redford. Così, anche il pubblico americano potrà seguire le vicende del clan Savastano, fino al definitivo tradimento di Ciro (Marco D’Amore), l’inattesa evasione di don Pietro (Fortunato Cerlino), e Genny (Salvatore Esposito), nell’ultima inquadratura, che con un gesto dimostra di essere ancora vivo. Noi invece, che siamo più fortunati, siamo pronti a gustarci non la fine – e poi ci sarà un Gomorra 3 e stavolta l’attesa sarà più breve – ma la continuazione della storia.

Stefano Sollima sul setIL NUOVO REGNO

Durante l’intervista con Ciak, Stefano Sollima si guarda bene dallo scoprire le carte di quello che vedremo, ma offre un interessante paragone sulla diversa atmosfera tra le due stagioni: «Se la prima stagione di Gomorra è stata quella della caduta, dell’equilibrio spezzato e di un regno che ha perso il suo re, questa seconda racconterà il caos, una lotta senza quartiere di tutti contro tutti per colmare il vuoto di potere». Gomorra 2, e Sollima lo sottolinea, gode di un grande vantaggio strutturale, cioè il lungo periodo di preparazione e di lavoro sul campo fatto insieme agli sceneggiatori Stefano Bises e Leonardo Fasoli. «Nella prima stagione abbiamo ricostruito dettagliatamente come si costruisce una piazza di spaccio. Nella seconda aggiorniamo questi meccanismi alla cronaca e allarghiamo lo sguardo fuori da Napoli. Parte del primo episodio, ad esempio, è ambientato in Germania, esplorando i contatti fra la camorra e altri tipi di criminalità. Mentre la trasferta in Honduras di Genny, che nella prima stagione serviva solo a raccontare il suo cambiamento, questa volta viene mostrata, svelando precisamente il suo legame con quel territorio».

LE SORPRESE

Accanto all’elemento realistico e antropologico, legato inevitabilmente al libro di Saviano, Gomorra non trascurerà però quello più shakespeariano, legato ai personaggi e alla loro evoluzione nell’arco degli episodi. E qui Sollima non si nasconde e promette parecchie sorprese: «Si muovono tutti fra le macerie: Ciro è solo, ha tradito i Savastano, perso moglie e figlia, e scopriremo quanto è solida la sua alleanza con  Salvatore Conte (l’attore Marco Palvetti, nda), figura determinante in questa stagione. Pietro ha recitato la parte del folle e del vinto, ma ora amministra un regno crollato e si trova inevitabilmente in rotta di collisione col figlio. E sarà proprio Genny il personaggio cardine della stagione, quello che cambia in maniera più radicale e sorprendente». Se saranno quattro uomini a contendersi soldi e potere, anche nella nuova stagione non mancherà l’elemento femminile, con due new entry pronte a sostituire la compianta e mai dimenticata Imma di Maria Pia Calzone, che per il suo ruolo l’anno scorso aveva vinto anche un Ciak d’oro.

LE DONNE

Così ora sul fronte femminile avremo Patrizia, capocommessa in un negozio di moda di Secondigliano e nipote di Malamò, luogotenente di Pietro (lo interpreta Cristiana Dell’Anna, vista in Un posto al sole) e Scianel, dura reggente della piazza di spaccio di Scampia, debutto televisivo di Cristina Donadio, che ha alle spalle trent’anni di palcoscenico e continua la bella serie di attori teatrali valorizzati da Gomorra. «E rappresentano due opposti: Patrizia è una che ne è stata sempre fuori e ha cresciuto da sola e con fatica le sorelle minori, ma finisce per cedere al guadagno facile. Scianel invece esercita il potere con la brutalità di un uomo: se Imma era una leonessa, lei è una jena». Visto che i contendenti al regno sono tanti e che il caos promette pallottole e sangue a volontà, viene da chiedersi chi sopravviverà a fine stagione. Sollima è ermetico come un oracolo: «Da questa seconda stagione potete aspettarvi di tutto. Anche una strage». Pare di capire che dobbiamo prepararci a un addio. Ma di chi? Il nuovo Genny? Il re stanco Pietro? Oppure Ciro, forse non così immortale come il suo soprannome? Le scommesse sono aperte.

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