JUDD APATOW: «CON ‘LOVE’ RACCONTO LE RELAZIONI MODERNE »

Abbiamo intervistato il “papà” delle nuova commedia americana a pochi giorni dal lancio, su Netflix, di  Love, la serie tv con Paul Rust e Gillian Jacobs nella quale veste il duplice ruolo di creatore e produttore

Amy Shumer e Bill Hader
Amy Shumer e Bill Hader in una scena di Un Disastro di Ragazza

Fresco del successo ottenuto con Un Disastro di Ragazza, pellicola che ha incoronato Amy Shumer nuova stella della commedia a stelle e strisce – con tanto di vittoria ai Golden Globe per la sua interpretazione dell’esplosiva capo-redattrice allergica all’amore – Judd Apatow è pronto a tornare, questa volta sul piccolo schermo, con un nuovo progetto targato Netflix. Si tratta di Love, la serie di dieci episodi creata insieme a Paul Rust e Lesley Arfin, con la quale il trio racconta gioie e dolori delle moderne relazioni sentimentali, tra notifiche e post su Instagram, e che verrà rilasciata dal colosso di streaming on line il prossimo 19 febbraio. Al centro della storia Mickey (Gillian Jacobs) e Gus (Paul Rust), coppia agli antipodi con la quale gli autori dipingono un ritratto fresco e spassoso ma al tempo stesso dolceamaro della danza degli appuntamenti, tra paure, passi falsi e parentesi di idillio, attraverso il duplice punto di vista dei due protagonisti. Abbiamo intervistato l’autore e produttore dello show che ci ha raccontato, dagli uffici Netflix di Beverly Hills, qualche dettaglio in più della sua nuova creazione!

 

Gillian Jacobs e Paul Rust
Gillian Jacobs e Paul Rust in una scena di Love

Quando ha iniziato a collaborare con Paul Rust e Lesley Arfin, qual era il vostro obiettivo?

Volevamo creare uno show che esplorasse le dinamiche di una coppia, il più realisticamente e a fondo possibile. Non eravamo tanto interessati alla struttura classica della commedia romantica, quanto a mostrare quello che avviene realmente. Ogni passaggio di una relazione che in alcuni momenti può anche essere felicissima e in altri un disastro.

Ha notato una maggiore libertà produttiva lavorando con Netflix?

Sono stati fantastici. Il loro obiettivo è quello di farti realizzare il tuo show, aiutandoti ma senza intromettersi come invece accade in molte produzioni in America. Ci hanno commissionato da subito due stagioni, quindi ci siamo ritrovati con ventidue episodi nei quali abbiamo potuto esplorare a fondo l’idea dello show, senza preoccuparci che la serie venisse cancellata dopo qualche puntata a causa degli ascolti.

Love non mostra solo una moderna relazione ma parla della paura dell’impegno e dell’amore stesso…

Parla di persone con problemi che si portano dietro come valige e che influiscono nelle loro relazioni perché spesso, all’inizio, tendono a nasconderli per paura ed escono fuori solo successivamente, magari dopo un anno, finendo per mostrare l’uno all’altro la loro vera personalità.

Lena Dunham, Jemina Kirke, Allison Williams e Zosia Mamet
Lena Dunham, Jemina Kirke, Allison Williams e Zosia Mamet, protagoniste di Girls

Girls, Bridesmaids, Trainwreck e ora Love. Tutti film e serie tv che tratteggiano una nuova figura femminile. Come produttore e regista è qualcosa che ha cercato di proposito o è nata spontaneamente nel suo lavoro?

Sono molto fortunato a collaborare con un gruppo di donne brillanti. Mia moglie, Leslie Mann, mi incoraggia sempre a scrivere anche per personaggi femminili. Ho conosciuto persone come Kirsten Wiig, Lena Dunham e Amy Shumer, tutte contraddistinte da forti idee, per le quali ho messo a disposizione la mia esperienza per aiutarle a realizzare la loro visione, e che m’ispirano nel mio lavoro.

In Love descrive le relazioni moderne anche attraverso i social e le chat. La sua è una riflessione dolceamara su come sono cambiate le interazioni sociali in questi ultimi anni?

Sì, anche perché oggi è difficile parlare dell’amore moderno senza menzionare i “gaget” che lo accompagnano. Non so dire se questo sia un bene o un male ma è senza dubbio uno dei punti dello show! Oggi, all’inizio di una frequentazione, quando non sai se chiamare l’altro finisci per scrivergli parecchi messaggi e ormai è diventato parte integrante del corteggiamento.

Uno dei buoni propositi del teaser trailer di Love
Uno dei buoni propositi del teaser trailer di Love

Cosa si aspetta dalla messa in onda di Love, visto anche il metodo distributivo di Netflix?

Beh è un altro mondo. Non è come con la televisione per la quale bisogna aspettare di settimana in settimana per sapere quante persone vedranno lo show e sarà questo a decretarne il successo. L’idea che l’intera serie si possa vedere in un solo giorno è qualcosa di ancora un po’ insolito perme. Si tratta di un’ esperienza del tutto nuova.

Una curiosità. Nei buoni propositi del teaser trailer di Love ce n’è uno che recita: «Leggi Infinite Jest ». Lei ha letto il romanzo di Wallace?

No, anche se vorrei poter dire il contrario! Ho letto molti dei racconti e dei saggi di David Foster Wallace ma ancora non mi sono addentrato nella lettura di Infinite Jest anche se ho visto la brillante interpretazione di Jason Segel in The End of The Tour.

Manuela Santacatterina

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Guarda il trailer di Love!

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