“JURASSIC WORLD”: LA RECENSIONE!

id., Usa, 2015 Regia Colin Trevorrow Interpreti Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Irrfan Khan, Vincent D’Onofrio, Omar Sy, Ty Simokins, Nick Robinson Sceneggiatura Rick Jaffa, Amanda Silver, Colin Trevorrow, Derek Connolly Produzione Patrick Crowley, Frank Marshall Distribuzione Universal Durata 2h e 4′.

In sala dall’11

11 giugno

Situato sull’Isla Nublar, al largo del Costa Rica, il Jurassic World, sorto sulle macerie del parco a tema costruito 22 anni prima da John Hammond, è un miracolo di genetica e tecnologia. I bambini cavalcano mini Triceratopi, la folla si gode lo spettacolo del Mosasauro che salta fuori dall’acqua per inghiottire uno squalo in un solo boccone, le famiglie osservano estasiate dinosauri di ogni forma e grandezza che girovagano di nuovo nel parco a tema più famosi del mondo. Ma è pur vero che il mondo ha fatto l’abitudine ai preistorici lucertoloni, persino il T-Rex non regala più i brividi di una volta. Per alimentare l’attenzione e l’incasso intorno al Jurassic World il genetista Henry Wu, assoldato dal milionario benefattore Simon Masrani, crea un superdinosauro ottenuto dall’incrocio di diversi dna, l’Indominus Rex. Va da sé che qualcosa andrà storto e che la nuova ferocissima star del parco farà il suo ingresso in società in maniera imprevista e brutale.

In fondo nelle sale è un po’ come nel Jurassic World, per riportare il pubblico alla saga inventata da Steven Spielberg 22 anni fa era necessario inventarsi un nuovo mostro, assai più temibile dello già spaventoso T-Rex, e con più denti. Inizia al rallentatore il film diretto da Colin Trevorrow, che oltre a rinnovare la flotta dei dinosauri aggiorna anche il parco attori, ma quando finalmente decolla non si ferma più. All’inizio è tutto poco interessante, come il parco agli occhi dei due giovani visitatori, nipoti della manager Claire, affidati alla zia per un giurassico weekend di paura. Meglio tenere gli occhi incollati al proprio cellulare che concedersi a uno spettacolo ormai poco eccitante. Le cose cambieranno presto quando Zach e Gray si troveranno faccia a faccia con il dinosauro nuovo di zecca, dotato quasi di superpoteri, dal quale fuggiranno per quasi tutta la durata del film insieme alla zia Claire in tacchi a spillo (Bryce Dallas Howard, modellata sulla Kathleen Turner di All’inseguimento della pietra verde) e Owen, maschio alpha che sa sempre cosa fare, con la stessa ironica spavalderia di Indiana Jones (Chris Pratt, indiscusso erede di Harrison Ford).

Certo, la sceneggiatura scritta ad otto mani è alquanto grossolana e prevedibile, i personaggi solo abbozzati (fin dall’inizio si può dire con certezza chi farà una brutta fine), ma dal momento in cui Indominus Rex esce da proprio recinto seminando morte e distruzione, il pubblico comincia a correre con il suo fiato sul collo, con un finale alla Godzilla contro i M.U.T.O. Di certo lo stupore della prima visita al Jurassic Park è perduta per sempre, ma questa nuova avventura preistorica è decisamente superiore ai due sequel precedenti. I temi in gioco sono quelli già affrontati dalla trilogia: l’arroganza dell’uomo, l’avidità delle multinazionali, le drammatiche conseguenze che derivano dal manipolare la natura. Questa volta si aggiunge una buona dose di nostalgia per i bei vecchi mostri di un tempo, sottratti all’estinzione, ma ancora dotati di una loro antica purezza.

Alessandra De Luca