LA SOCIETÀ CHE ODIAVA L’AMORE

Persone in uniforme bianca, sguardi assenti e gesti meccanici: in una città dalla fredda ed essenziale architettura le persone assomigliano piuttosto a robot.

È il futuro distopico di un mondo senza passioni immaginato dal regista californiano Drake Doremus, molto apprezzato al Sundance, che dopo Like Crazy e Breath In continua la sua esplorazione dei sentimenti umani. Presentato al Festival di Venezia lo scorso anno, Equals è stato proiettato poi al Toronto Film Festival 2015 prima di arrivare quest’anno al Tribeca, al Cleveland International Film Festival e nelle nostre sale il 4 agosto. I Romeo e Giulietta del fantascientifico romance sono le giovani star Nicholas Hoult (Silas) e Kristen Stewart (Nia). 

“Equals”, così si chiamano gli abitanti della società Collective, incapace di sentimenti. Una caratteristica geneticamente modificata nelle persone per privarle delle emozioni e scongiurare l’instabilità politica. L’equilibrio della società viene messo in discussione quando in alcuni individui riemerge l’emotività, per cui è previsto prima un trattamento farmacologico e poi la condanna a morte. Silas si ammala innamorandosi di Nia, solitaria collega di lavoro che corrisponde i suoi sentimenti, e da quel momento per loro inizia un conto alla rovescia per riuscire nella fuga o soccombere alla cura. L’amore è un crimine nel mondo immaginato da Drake Doremus che non è altro che una rivisitazione moderna di 1984, il film di Michael Radford basato sul romanzo di George Orwell. Si cammina in fila indiana, strettamente sorvegliati dai propri simili, minacciati di morte per imperfezione, ovvero per umanità. I nuovi Romeo e Giulietta si risvegliano in un mondo asettico e silenzioso, sorpresi dal loro stesso desiderio sessuale che li rende criminali in una società di non-persone.

«La domanda che ci siamo posti è: possiamo vivere senza amore e senza passioni?», racconta Kristen Stewart. «Si potrebbe vivere meglio se ci comportassimo tutti allo stesso modo o se seguissimo lo stesso orientamento, ma vagabonderemmo in un mondo vuoto. È la passione che fa girare il mondo, nessuno neanche lavorerebbe se non ci fosse», risponde l’attrice che poi aggiunge, «È stato difficile recitare l’assenza di emozioni, è stato come se stessi morendo. Era doloroso esprimere il nulla». Ai tempi dei dilaganti social media, degli incontri sul web, della vita digitale e sempre più online «l’amore è necessario agli esseri umani per vivere e progredire come razza?», si chiede Drake Doremus che spiega come è nata l’idea del film. In una società liquida e iperconnessa sembrano proprio le relazioni a essere minacciate. Così ritroviamo al cinema sempre più film che raccontano di mondi senza amore come quello di Doremus o di società opprimenti come quella di The Lobster di Yorgos Lanthimos (2015) in cui gli individui sono costretti all’amore obbligatorio che, in fondo, non è amore. «Mi rendo conto di girare sempre più film sugli esseri umani, su come ci incontriamo, come ci conosciamo, come ci innamoriamo e quanto costante è il ricambio», riflette il regista, «è pazzesco pensare a come tutto sta cambiando velocemente». 

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