L’ABBIAMO FATTA GROSSA

id. Italia, 2016 Regia Carlo Verdone Interpreti Carlo Verdone, Antonio Albanese, Clotilde Sabatino, Anna Kasyan, Massimo Popolizio Sceneggiatura Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Massimo Gaudioso Produzione Aurelio De Laurentiis, Luigi De Laurentiis Distribuzione Universal Pictures

In sala dal 

28 gennaio

Arturo e Yuri sembrano due facce della stessa medaglia. Entrambi a corto di soldi, entrambi soli, il primo è un ex carabiniere che fa l’investigatore privato, single da 15 anni, il secondo è un attore talmente scioccato per la separazione dalla moglie che non ricorda le battute sul palcoscenico. Deciso a non darsi per vinto con la sua ex, Yuri chiede ad Arturo di trovare le prove di una relazione di lei. Ma al momento delle intercettazioni le cose non vanno come dovrebbero e i due restano coinvolti in un pericoloso e tragicomico intrigo.

Carlo Verdone prova sempre a cercare nuove strade di comicità. Questa volta (con l’aiuto in cabina di sceneggiatura del fidato Pasquale Plastino e del nuovo arrivato Massimo Gaudioso) sceglie quella del buddy movie, del film a due voci con personaggi dello stesso sesso. E mette a confronto il suo Arturo non più con una donna (anche se una presenza femminile più importante c’è, la futura fidanzata Lena interpretata con gran temperamento dal soprano Anna Kasyan: una rivelazione), ma con un uomo, Yuri, cioè Antonio Albanese. Dall’unione di questi due personaggi diversamente fortunati non poteva che venirne fuori una commedia a tratti irresistibile a tratti più meditata, giocata su una trama che parte dall’intreccio ad equivoci e continua su binari quasi gialli, per virare sulla satira sociale e chiudere con una rivalsa amara in stile commedia all’italiana classica. Questo perché la vicenda, come spiega la dicitura finale, è frutto sì di fantasia, ma è prodotta dalla nostra società. Il risultato è complessivamente convincente. I due protagonisti si disputano il favore dello spettatore con le loro performance. Verdone soprattutto è in gran spolvero, alle reminiscenze dei suoi personaggi più imbranati e sognatori (i racconti delle imprese poliziesche di Arturo – comprese le espressioni del viso – sono parenti di quelli del Sergio Benvenuti di Borotalco quando si trasformava in Manuel Fantoni) aggiunge sfumature più introspettive, peraltro sempre pronte a trasformarsi in grottesche. Albanese, dal canto suo, appare in qualche momento più trattenuto, ma in realtà fa un gran lavoro di sottrazione ed è una spalla ideale per il suo compagno.

Valerio Guslandi

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